La Lombardia si conferma uno dei principali poli della sanità italiana anche nelle classifiche internazionali. Sono infatti 15 gli ospedali lombardi presenti nella “World’s Best Specialized Hospitals 2027”, la graduatoria elaborata da Newsweek in collaborazione con Statista che individua le strutture di maggiore rilievo mondiale in tredici specialità mediche.

Un risultato che vede convivere ai vertici strutture pubbliche e private accreditate, fotografando un sistema sanitario nel quale ricerca, assistenza e alta specializzazione sono distribuite tra soggetti con differenti assetti gestionali.

Complessivamente sono 42 gli ospedali italiani che compaiono almeno una volta nelle classifiche per specialità. La Lombardia, con 15 strutture, è la regione maggiormente rappresentata. Il ranking internazionale ha preso in esame oltre 8.500 ospedali in 35 Paesi, premiandone 734 in almeno una delle tredici aree considerate. Le valutazioni sono state elaborate sulla base delle raccomandazioni di professionisti sanitari, delle certificazioni e degli accreditamenti delle strutture e dei PROMs, i Patient-Reported Outcome Measures, indicatori che raccolgono direttamente dai pazienti informazioni sugli esiti delle cure e sulla qualità della vita.

Tra le eccellenze lombarde spicca la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, che raggiunge l’ottavo posto mondiale in Neurologia e l’undicesimo in Neurochirurgia, risultando prima struttura italiana nelle due discipline.

Risultati di primo piano arrivano anche dal settore privato accreditato. L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) si colloca al 14° posto mondiale in Oncologia, risultando primo in Italia, mentre il Centro Cardiologico Monzino raggiunge il 17° posto mondiale in Cardiologia e il 28° in Cardiochirurgia, guidando il ranking italiano nelle relative specialità.

Nella graduatoria compaiono inoltre alcune delle strutture più conosciute del sistema sanitario lombardo: Ospedale San Raffaele, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Humanitas, Istituto Nazionale dei Tumori, IRCCS Galeazzi-Sant’Ambrogio e Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi. Fuori dall’area milanese sono presenti, tra gli altri, il Policlinico San Matteo e l’Istituto Neurologico Mondino di Pavia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e gli Spedali Civili di Brescia.

La presenza lombarda assume particolare rilievo anche osservando il rapporto tra pubblico e privato. Secondo AIOP Lombardia, delle 15 strutture regionali inserite nel ranking sette appartengono al privato accreditato. Per il presidente dell’associazione Michele Nicchio, il risultato rappresenta una conferma del ruolo dell’integrazione tra le due componenti all’interno del sistema sanitario regionale.

Il quadro si inserisce in una tendenza già evidenziata dalla precedente graduatoria generale World’s Best Hospitals 2026. In quell'occasione cinque ospedali lombardi erano entrati tra i primi otto italiani: Niguarda al 43° posto mondiale, Humanitas al 51°, San Raffaele al 57°, Papa Giovanni XXIII al 104° e Policlinico San Matteo al 134°. Niguarda risultava inoltre il primo ospedale pubblico italiano nella classifica internazionale.

Il risultato della “World’s Best Specialized Hospitals 2027” evidenzia dunque una caratteristica strutturale della sanità lombarda: la presenza contemporanea di grandi ospedali pubblici, IRCCS e strutture private accreditate con una forte componente di ricerca e alta specializzazione.

Una fotografia internazionale che, pur non potendo essere considerata una valutazione complessiva del funzionamento di un sistema sanitario – perché non misura, ad esempio, in maniera esaustiva tempi di attesa, accessibilità territoriale o capacità della medicina di prossimità – certifica la forte concentrazione in Lombardia di strutture riconosciute dalla comunità medico-scientifica internazionale.

Ed è proprio questo il dato più significativo: oltre un terzo degli ospedali italiani entrati nella classifica mondiale per specialità si trova in Lombardia. Una presenza che attraversa pubblico e privato e che conferma il peso della regione nella ricerca clinica e nell’alta specializzazione sanitaria italiana.