Per tali persone, […], la verità non può essere altro che le ombre di oggetti artificiali così Platone recitava parlando del mito della caverna nell’opera filosofica Repubblica dove l’uomo, dal guardare solo ombre riflesse della realtà passa a vederla con i propri occhi, una presa di coscienza e coraggio nei confronti dell’ignoto, la stessa che Schiapparelli dimostra di avere durante The Abyss la collezione Couture Autunno/Inverno 2026/27.

Daniel Roseberry per questa collezione si abbandona agli insegnamenti della madre della maison, Elsa Schiaparelli, immergendosi nel surrealismo da lei tanto amato, col quale cercava di indagare e rappresentare il presente; ispirandosi e abbandonandosi all’abisso ignoto.
Così nasce una collezione che esplora, nuovi materiali, lavorati con tecniche di alta sartoria, lattice e silicone diventano argilla che viene cotta e modellata sui corpi delle modelle.

La sfilata, svoltasi in Place Vendôme a Parigi, è stata accompagnata da una musica in crescendo e da una voce narrante artificiale ed artefatta.
La collezione è appunto una riflessione sull’ignoto contemporaneo, ovvero le conseguenze dell’intelligenza artificiale sulla quotidianità odierna, esplorando gli abissi e liberandosi da regole non scritte, tanto da creare abiti di tentacoli e gonne di tubi neri di crinolina, un ignoto che esplora i quattro elementi con una leggerezza ed una maestria di altissimo livello.

La maison Schiaparelli si è distinta dalla sua nascita controcorrente, irriverente e critica capace di veicolare questi messaggi con un’eleganza kitsch non da poco, un’ altra volta, forse meglio di altre l’impresa è riuscita.
Si potrebbero spendere molte più parole per questa sfilata ma si preferisce invitare il pubblico a guardare la sfilata con i propri occhi disponibile online.