Secondo quanto riportato da Il Giornale, la Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne per l'omicidio di Saman Abbas, la giovane di origine pakistana uccisa a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, nella primavera del 2021. I giudici della Suprema Corte hanno rigettato i ricorsi presentati dalle difese, confermando integralmente le sentenze emesse in secondo grado nei confronti dei familiari ritenuti responsabili del delitto.

Diventano così definitive le condanne all'ergastolo per i genitori della ragazza, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, nonché per i cugini Ikram Ijaz e Noman Hulaq. Confermata anche la pena di 22 anni di reclusione inflitta allo zio Danish Hasnain, individuato come uno dei partecipanti al piano omicidiario.

La decisione della Cassazione chiude definitivamente uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni in materia di violenza familiare e delitti maturati in contesti caratterizzati da forti pressioni culturali e sociali. La Suprema Corte ha accolto le richieste formulate dalla Procura Generale, che alla vigilia dell'udienza aveva sollecitato il rigetto dei ricorsi e la conferma delle condanne pronunciate dalla Corte d'Appello.

Secondo quanto accertato nei precedenti gradi di giudizio, Saman Abbas sarebbe stata uccisa per essersi opposta a un matrimonio combinato con un parente residente in Pakistan e per aver manifestato la volontà di condurre una vita autonoma, in contrasto con le aspettative della famiglia. Gli inquirenti e i giudici hanno ricostruito l'esistenza di un progetto omicidiario condiviso tra più componenti del nucleo familiare, finalizzato a punire quella che veniva percepita come una violazione delle regole e delle tradizioni imposte alla giovane.

Nella propria requisitoria, il Procuratore Generale aveva definito il movente del delitto come caratterizzato da una violenza «estrema e sproporzionata», sottolineando come l'omicidio fosse stato deliberatamente concepito per sanzionare il presunto disonore arrecato dalla ragazza alla famiglia. Elementi che, secondo l'accusa, hanno contribuito a delineare la particolare gravità del fatto e la natura del movente.

La vicenda ebbe inizio tra il 30 aprile e il 1° maggio 2021, quando la diciottenne scomparve da Novellara. Nelle ore successive i genitori lasciarono l'Italia per fare ritorno in Pakistan, mentre lo zio e i cugini si allontanarono nei giorni seguenti. Le indagini, supportate da testimonianze, intercettazioni e attività investigative protrattesi nel tempo, hanno consentito di ricostruire il quadro accusatorio che ha portato alle condanne definitive.

Determinante nel corso delle indagini è stato anche il contributo dello zio Danish Hasnain, che ha indicato agli investigatori il luogo in cui era stato occultato il corpo della giovane. Un elemento che ha consentito il ritrovamento dei resti di Saman e ha rappresentato uno dei passaggi chiave dell'inchiesta.

Con la pronuncia della Corte di Cassazione si conclude dunque l'iter giudiziario relativo all'omicidio di Saman Abbas. Le condanne all'ergastolo per i genitori e i due cugini, insieme alla pena di 22 anni per lo zio, diventano ora irrevocabili.