Un’evasione fiscale di circa 160mila euro sarebbe stata realizzata in quattro anni da una digital content creator della provincia di Ascoli Piceno, attraverso la vendita online di contenuti per adulti, soprattutto sulla piattaforma OnlyFans. La ricostruzione è stata effettuata dalla Guardia di finanza al termine di una verifica fiscale relativa agli anni d’imposta dal 2022 al 2025.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la donna avrebbe svolto l’attività di produzione e commercializzazione di contenuti digitali in modo abituale e professionale, senza dichiarare i compensi percepiti. La creator, attiva anche su Instagram e TikTok, avrebbe raggiunto complessivamente circa 220mila follower sui principali social network.
I ricavi da abbonamenti e contenuti esclusivi
Il principale volume d’affari sarebbe derivato da OnlyFans, attraverso gli abbonamenti alla piattaforma e i pagamenti per la fruizione di contenuti esclusivi acquistati tramite chat private. I proventi venivano accreditati su due conti correnti esteri, uno in Lituania e l’altro in Spagna.
Il conto spagnolo risultava collegato a una società di diritto iberico amministrata dalla stessa creator. Nei confronti della società, i finanzieri avrebbero inoltre rilevato una presunta esterovestizione, ipotesi che ricorre quando una società formalmente residente all’estero viene ritenuta fiscalmente riconducibile a un altro Paese.Le indagini sui conti esteri e la cooperazione internazionale
Per ricostruire i flussi finanziari e verificare i redditi non dichiarati, il Nucleo di polizia economico-finanziaria delle Fiamme Gialle ha svolto indagini bancarie e attivato gli strumenti di cooperazione internazionale in materia fiscale e finanziaria.
Le verifiche hanno consentito di individuare anche investimenti in oro custoditi in Svizzera, per un valore superiore a 70mila euro. Da tali investimenti sarebbero derivate plusvalenze non dichiarate per circa 25mila euro.
Le contestazioni fiscali e la tassa etica
Le plusvalenze sono state segnalate all’Agenzia delle Entrate per gli adempimenti previsti dalla normativa sul monitoraggio fiscale. Al termine dell’attività ispettiva sono state contestate violazioni relative alle imposte dirette, all’Iva e alla cosiddetta tassa etica.
Quest’ultima consiste in un’addizionale del 25% sui redditi derivanti dalla produzione, dalla distribuzione e dalla vendita di materiale pornografico. Gli importi ricostruiti dalla Guardia di finanza e le violazioni contestate saranno oggetto dei conseguenti adempimenti fiscali previsti dalla normativa vigente.