Circa cento cani sono stati sequestrati nel territorio di San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, nell'ambito di un intervento disposto dall'autorità giudiziaria nei confronti di una coppia accusata di detenere gli animali in condizioni ritenute incompatibili con il loro benessere. L'operazione è stata eseguita dai Carabinieri con il supporto dell'Ufficio Legale della LAV e della sede territoriale dell'associazione a Palermo.
Secondo quanto riferito dalla LAV, durante il sequestro sono stati recuperati sette cani che si trovavano rinchiusi in una stanza descritta come completamente invasa dagli escrementi. Gli animali sono stati presi in carico dall'associazione, che provvederà alle cure veterinarie e al successivo percorso di recupero.

L'associazione riferisce che molti dei cani sequestrati erano privi di microchip e vivevano in spazi ristretti, in condizioni igienico-sanitarie considerate particolarmente precarie. Alcuni degli animali, secondo quanto comunicato, necessiteranno di un lungo percorso riabilitativo prima di poter essere affidati a nuove famiglie.
"L'autorità giudiziaria ha delegato un intervento congiunto con il supporto specialistico di LAV in previsione del sequestro e ci siamo immediatamente attivati per il recupero dei sette cani rinchiusi", ha dichiarato la sede LAV di Palermo, sottolineando che le condizioni riscontrate durante l'intervento erano particolarmente critiche.

Nel comunicato diffuso dall'associazione si evidenzia inoltre che la coppia, già nota nel territorio palermitano, avrebbe ricevuto nel corso degli anni sostegno economico da parte di privati, associazioni e influencer. La LAV invita i cittadini a prestare attenzione quando effettuano donazioni, verificando l'affidabilità dei destinatari per evitare che iniziative solidali possano, anche inconsapevolmente, contribuire al protrarsi di situazioni di degrado.
Sul fenomeno dell'accumulo di animali è intervenuto anche il criminologo della LAV, Ciro Troiano, che ha definito questa condizione un problema complesso, con ricadute non solo sul benessere animale ma anche sulla salute pubblica, sulla sicurezza e sul contesto sociale delle persone coinvolte. Secondo Troiano, il solo intervento giudiziario non è sufficiente a prevenire il ripetersi di casi analoghi e risulta necessario un approccio multidisciplinare che coinvolga diverse professionalità e istituzioni.

LAV seguirà direttamente il percorso sanitario e comportamentale dei sette cani affidati all'associazione. Una volta conclusa la fase di recupero, gli animali saranno destinati all'adozione. Per gli altri cani sequestrati, invece, è previsto un lavoro congiunto tra istituzioni e associazioni finalizzato alle sterilizzazioni, alle cure veterinarie e alla ricerca di famiglie disponibili all'affido.