Notte tranquilla per Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione di un tumore al polmone destro. "La notte per il Papa, ricoverato al Gemelli, è trascorsa tranquilla. Ulteriori informazioni più tardi in giornata". Lo ha comunicato la Sala stampa della Santa Sede, annunciando che nelle prossime ore il Pontefice sarà sottoposto ad accertamenti post-operatori.

L’operazione, eseguita secondo il programma stabilito, ha avuto esito positivo. Il bollettino medico ha confermato la diagnosi emersa dagli esami precedenti: “Il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all'intervento di chirurgia toracica. Per rendere l'intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. L'esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori. Il Santo Padre è stato in sala operatoria per circa 3 ore, la durata dell'intervento è stata di circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze. Dopo l'intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al 10 piano”.

Intervento Papa, tumore asportato completamente e niente chemio: quando dura la convalescenza

Secondo fonti vaticane, il tessuto tumorale è stato asportato completamente. Al momento, inoltre, i medici non hanno fatto riferimento alla necessità di ricorrere alla chemioterapia. Il Pontefice, una volta tornato nella propria stanza al decimo piano, come riportato da 'Rai News', avrebbe anche chiesto la cena. La degenza dovrebbe proseguire per alcuni giorni, mentre il decorso post-operatorio previsto è di circa una settimana. Nel frattempo, sono state annullate le udienze fino a martedì 20 ottobre.

Resta da chiarire se Leone XIV potrà mantenere il viaggio apostolico in Sudamerica, programmato dal 6 al 17 novembre tra Uruguay, Argentina e Perù. Secondo Claudio Micheletto, direttore della Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria di Verona e componente del direttivo Aipo, è ancora prematuro formulare previsioni: sebbene il recupero possa essere rapido in assenza di complicazioni, la durata degli spostamenti e gli impegni previsti rendono la trasferta particolarmente impegnativa.

Come si è svolta l’operazione

L’intervento è stato condotto da un’équipe guidata dal professor Stefano Margaritora, direttore della Chirurgia toracica del Gemelli, affiancato dalle specialiste Elisa Meacci e Maria Teresa Congedo e dal medico Leonardo Petracca Ciavarella. L’anestesia è stata affidata al professor Massimo Antonelli, con Giovanni Punzo e Giuseppe Bello.

La procedura eseguita è una lobectomia polmonare, che consiste nella rimozione del lobo interessato dalla neoplasia. Come illustrato da Edoardo Mercadante, direttore della Chirurgia toracica dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma, oggi l’intervento può essere effettuato attraverso tecniche mininvasive, come quella toracoscopica videoassistita, evitando l’apertura tradizionale del torace. Dopo l’asportazione viene posizionato un drenaggio temporaneo per consentire la fuoriuscita di aria e liquidi. In assenza di complicanze, il paziente può riprendere già dal giorno successivo attività come camminare, alimentarsi autonomamente e iniziare la fisioterapia. La prognosi definitiva dipenderà anche dagli ulteriori riscontri istologici e dall’eventuale coinvolgimento dei linfonodi.