La manovra 2027 riaccende il confronto sulle pensioni. Dopo il Consiglio dei ministri del 28 ottobre, emergono nuove ipotesi sulla rivalutazione degli assegni, con aumenti che potrebbero essere più contenuti per una parte dei pensionati.
Al centro della discussione c'è il meccanismo che adegua le pensioni all'inflazione. Secondo le anticipazioni riportate dall'ANSA, il governo potrebbe introdurre sei fasce di rivalutazione al posto degli attuali tre scaglioni, riducendo progressivamente il recupero del costo della vita per gli assegni più elevati.
Le modifiche non sono ancora definitive e dovranno essere confermate nel testo della legge di Bilancio e durante l'esame parlamentare.
Rivalutazione pensioni 2027: chi potrebbe ricevere aumenti più bassi
Secondo quanto riportato dall'ANSA, la rivalutazione resterebbe piena per le pensioni fino a circa 2.447 euro lordi mensili, pari a quattro volte il trattamento minimo.
Per gli assegni superiori, invece, il recupero dell'inflazione diminuirebbe progressivamente. Le ipotesi prevedono un adeguamento pari al 90% dell'inflazione per le pensioni comprese tra circa 2.447 e 3.059 euro lordi mensili, al 60% per quelle tra 3.059 e 3.671 euro e percentuali ancora più basse per gli importi superiori.
La novità riguarderebbe anche il metodo di calcolo, con il possibile passaggio dagli attuali scaglioni a un sistema per fasce. Secondo l'ANSA, la modifica potrebbe ridurre gli aumenti per le pensioni più elevate, mantenendo comunque la rivalutazione piena sulla quota di assegno fino a quattro volte il trattamento minimo.
La proposta ha suscitato le critiche della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, secondo cui le nuove regole rischiano di penalizzare ulteriormente il potere d'acquisto dei pensionati del ceto medio.
Pensioni minime 2027: cosa succede agli assegni più bassi
Resta aperta anche la questione delle pensioni minime. Nel 2026 il trattamento minimo ordinario è pari a 611,85 euro mensili, che salgono a 619,80 euro grazie alla maggiorazione straordinaria dell'1,3%.
Questa maggiorazione scade il 31 dicembre 2026 e, senza una proroga, non sarà confermata automaticamente.
Con una rivalutazione ipotetica del 2,9%, il trattamento minimo ordinario potrebbe arrivare a circa 630 euro mensili, pari a un aumento effettivo di circa 10 euro rispetto all'importo attuale comprensivo della maggiorazione straordinaria, qualora questa non venisse prorogata.
Si tratta di una simulazione e non di un importo già stabilito: il valore definitivo dipenderà dall'adeguamento ufficiale all'inflazione e dalle eventuali decisioni sulla proroga.
Pensioni 2027, a che età si potrà andare in pensione? Le indicazioni dell'INPS
Sul fronte dell'età pensionabile, alcune regole sono già state chiarite dall'INPS con la circolare n. 28 del 16 marzo 2026.
Dal 1° gennaio 2027 la pensione di vecchiaia richiederà 67 anni e un mese, generalmente con almeno 20 anni di contributi. Nel 2028 il requisito salirà a 67 anni e tre mesi.
Per la pensione anticipata ordinaria, invece, nel 2027 saranno necessari 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, indipendentemente dall'età anagrafica.
Sono previste esenzioni dall'aumento dei requisiti per alcune categorie di lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti.
Pensione anticipata a 64 anni: cosa prevede la manovra
Tra le ipotesi della manovra 2027 figura anche un fondo da circa 850 milioni di euro destinato a nuove forme di flessibilità in uscita dal lavoro.
Il confronto riguarda la possibilità di ampliare l'accesso al pensionamento anticipato, anche attraverso una proposta di uscita intorno ai 64 anni con specifici requisiti contributivi.
La misura non è ancora definitiva e non significa che tutti i lavoratori potranno andare in pensione a quell'età.
Esiste già una pensione anticipata contributiva, riservata in generale ai lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dal 1996 e rispettano determinate condizioni.
Secondo l'INPS, nel 2027 questa possibilità richiederà 64 anni e un mese di età e almeno 20 anni e un mese di contributi effettivi, oltre a un importo minimo dell'assegno previsto dalla legge.
Le eventuali nuove misure della manovra dovranno invece essere definite e approvate durante l'iter parlamentare.