“Mi sembra di vivere un déjà vu”. Così Stefano Andrini, segretario UGL PSA, acronimo di Partecipate Servizi Ambientali, è intervenuto in Consiglio comunale tornando a criticare il modello di raccolta porta a porta adottato a Pescara e rilanciando le proposte già presentate dal sindacato lo scorso anno.

Andrini ha ricordato di aver consegnato ai consiglieri una scheda tecnica contenente dati e soluzioni alternative, sostenendo che le osservazioni avanzate dall’UGL siano rimaste inascoltate. “La scelta del metodo di raccolta è indipendente dagli obiettivi di recupero. Si possono raggiungere le stesse percentuali di raccolta differenziata con modelli diversi, anche misti”, ha affermato.

Nel suo intervento il sindacalista ha contestato anche il frequente richiamo alle direttive europee. “L’Europa ci chiede di differenziare i rifiuti, non di adottare necessariamente il porta a porta. Sono due concetti diversi e spesso vengono confusi”.

L’affondo più duro è arrivato sul fronte delle condizioni di lavoro degli operatori ecologici. Secondo Andrini, il sistema porta a porta comporta un impatto fisico ormai non più sostenibile. “Sta distruggendo fisicamente una generazione di lavoratori”, ha dichiarato, richiamando i dati Inail e spiegando che operatori con un’età media di circa 50 anni arrivano a sollevare tra i 600 e gli 800 bidoni ogni giorno. “Invito chi prende queste decisioni a fare qualche giorno di prova sul campo, soprattutto con queste temperature, e poi parlare di raccolta differenziata”.

Il segretario UGL PSA ha quindi rilanciato la proposta di un modello di raccolta misto, ritenuto in grado di ridurre sia i costi economici sia quelli umani, chiedendo che nelle scelte vengano coinvolti lavoratori, sindacati e cittadini.

Nel mirino anche la progettazione dell’attuale sistema. “Vorrei sapere chi ha progettato questo modello di raccolta, con quali competenze e quali esperienze aveva maturato prima di applicarlo a Pescara”, ha detto, chiedendo trasparenza sull’identità e sul curriculum del progettista.

Andrini ha poi ricordato come una proposta avanzata dall’UGL nel 2023 sia stata invece recepita dall’azienda in occasione dell’acquisto dei nuovi mezzi, coinvolgendo gli operatori nella valutazione dei veicoli destinati al servizio. “Se questo metodo funziona per i mezzi, perché non applicarlo anche all’organizzazione della raccolta?”, ha domandato, proponendo un tavolo permanente tra amministrazione, forze politiche, sindacati e cittadini.

In chiusura il segretario dell’UGL PSA ha ribadito la disponibilità del sindacato a mettere gratuitamente a disposizione esperti del settore per individuare soluzioni condivise, sottolineando che “di raccolta rifiuti dovrebbero parlare soprattutto coloro che la svolgono ogni giorno”.

Il finale è stato affidato a due citazioni in latino. Dopo il classico “repetita iuvant”, Andrini ha concluso con un’espressione di tono decisamente più sarcastico, rivolta alla presidente Chiavaroli, ergo “in pediceb penetrat in caput non intra”, aggiungendo con ironia: “La traduzione se la farà da sola”.