Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi respinge con decisione le critiche arrivate dalla Spagna sulla gestione dei flussi migratori e rivendica i risultati ottenuti dal Governo Meloni nel contrasto all'immigrazione irregolare. Al centro della replica c'è il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne, una misura che, secondo il titolare del Viminale, rientra pienamente negli strumenti previsti dai trattati europei e già utilizzata in numerose occasioni da diversi Stati membri, compresa la stessa Spagna.
Piantedosi sottolinea come il provvedimento non comporti alcuna limitazione per i cittadini europei o per gli stranieri regolarmente soggiornanti nell'Unione, né introduca nuovi ostacoli burocratici agli spostamenti. L'obiettivo, spiega, è esclusivamente quello di rafforzare la sicurezza nazionale, così come già avvenuto in passato lungo la frontiera orientale italiana.
Nel corso dell'intervista rilasciata al quotidiano La Verità, il ministro ha poi rivendicato con forza i risultati raggiunti dall'esecutivo sul fronte migratorio. Secondo Piantedosi, confrontando gli sbarchi registrati nei primi sette mesi del 2023, all'inizio della legislatura guidata da Giorgia Meloni, con quelli dello stesso periodo del 2026, emerge una riduzione dell'82%. Un dato che, a suo giudizio, dimostra come il fenomeno possa essere contenuto quando esistono una precisa volontà politica e un'efficace capacità amministrativa.
Il ministro ricorda inoltre che, negli ultimi quindici anni, soltanto due governi sono riusciti a ottenere una significativa diminuzione degli arrivi via mare: quello del 2018, con Matteo Salvini al Viminale, e l'attuale esecutivo. Da qui la critica a chi, anche all'estero, utilizza i numeri sugli sbarchi in maniera "strumentale", senza considerare il quadro complessivo.
Piantedosi ribadisce anche la disponibilità dell'Italia a sostenere la Spagna nella difficile gestione dell'emergenza migratoria che sta interessando Ceuta, evidenziando però come ogni ingresso irregolare rappresenti un problema dell'intera Unione europea e non soltanto del Paese di approdo. Per questo auspica che venga fatta piena luce sulle dinamiche che hanno portato all'afflusso di massa registrato negli ultimi giorni, senza escludere la possibilità che dietro gli eventi possa esserci una regia organizzata.
Secondo il ministro, un approccio troppo permissivo nei confronti dell'immigrazione clandestina rischia infatti di alimentare false aspettative tra chi tenta di raggiungere l'Europa illegalmente, offrendo alle organizzazioni criminali uno strumento di propaganda per incrementare il traffico di esseri umani. È proprio questo, conclude Piantedosi, il motivo per cui il contrasto ai flussi irregolari deve restare una priorità condivisa da tutti i Paesi europei.