Una giornata dedicata al coraggio, alla solidarietà e a chi ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio degli altri. Al Paladolomiti di Pinzolo si è svolta la cerimonia della 55esima edizione del Premio internazionale di solidarietà alpina, che quest’anno ha ricevuto anche la Medaglia del Presidente della Repubblica, consegnata a Giuseppe Ciaghi in qualità di presidente del Comitato organizzatore e rappresentante del Premio.

«È un grande onore che ci riempie di orgoglio e rinforza il nostro impegno nel riconoscere e premiare il valore universale della solidarietà», ha commentato Ciaghi, sottolineando il significato di un riconoscimento che arriva dopo oltre mezzo secolo di attività.

L'immagine mostra una cerimonia di premiazione con diverse persone sul palco. Al centro, un uomo in uniforme tiene un premio, circondato da altri partecipanti che applaudono. Sullo sfondo, si notano simboli e colori legati a un evento ufficiale.
L'immagine mostra una cerimonia di premiazione con diverse persone sul palco. Al centro, un uomo in uniforme tiene un premio, circondato da altri partecipanti che applaudono. Sullo sfondo, si notano simboli e colori legati a un evento ufficiale.

La Targa d’argento è stata assegnata ad Adriano Favre, guida alpina di Ayas, in Valle d’Aosta, che ha dedicato più di cinquant’anni alla montagna e al soccorso alpino, distinguendosi in particolare per l’attività di addestramento e per l’impiego dei cani da valanga. Durante la cerimonia Favre ha voluto rivolgere un pensiero anche alle famiglie dei soccorritori, che attendono a casa mentre i propri cari affrontano missioni spesso rischiose per prestare aiuto a chi si trova in difficoltà.

Il premio torna così in Valle d’Aosta dopo 36 anni: l’ultima volta era accaduto nel 1990, quando il riconoscimento era stato assegnato a Pietro Bassi, medico di Courmayeur tra i pionieri del soccorso sanitario in montagna.

A segnalare Favre al Comitato organizzatore è stato Maurizio Dellantonio, presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che ha ricordato il valore di un premio capace di dare visibilità a uomini e donne impegnati quotidianamente nel servizio agli altri. Proprio in occasione dell’evento, la Direzione nazionale del CNSAS si è riunita a Pinzolo e ha partecipato al completo alla cerimonia.

Particolarmente toccante anche il riconoscimento alla memoria di Luca Sinigallia, alpinista esperto morto nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda, in Kirghizistan, dopo aver tentato di raggiungere e soccorrere l’alpinista russa Natalia Nagovitsyna, rimasta gravemente ferita e bloccata a oltre settemila metri di quota.

Alla famiglia di Sinigallia è stata consegnata la Medaglia d’oro alla memoria, per quello che durante la cerimonia è stato definito «un gesto di straordinario altruismo e solidarietà», compiuto in condizioni estreme e diventato simbolo dei valori di fratellanza e generosità legati alla montagna.

Nell’agosto di quest’anno, l’International Rescue Team, insieme al CNSAS, ha organizzato una nuova missione sul Pik Pobeda per tentare di individuare il corpo dell’alpinista italiano. La squadra, composta da esperti di alta quota e da un pilota specializzato nell’utilizzo di droni per il soccorso, ha effettuato dieci voli tra i 6.400 e i 6.800 metri, senza però riuscire a trovare tracce di Sinigallia.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini e il presidente dell’Apt Campiglio Tullio Serafini, che hanno reso omaggio ai premiati e a quella che negli anni è diventata una vera e propria comunità legata ai valori della montagna.

Ideato 55 anni fa da Angiolino Binelli, il Premio internazionale di solidarietà alpina continua così a raccontare una montagna nella quale competenza e coraggio acquistano valore soprattutto quando vengono messi al servizio degli altri.