Onorevole Rizzo, che rapporto ha con Roberto Vannacci? Potrebbe contribuire a rompere il bipolarismo che ha dominato la politica italiana negli ultimi decenni?
In questa fase bisogna stare attenti quando si parla di leader politici, perché in Italia basta una dichiarazione e subito qualche idiota interpreta tutto come una possibile alleanza. Detto questo, certamente Roberto Vannacci potrebbe avere un ruolo nella rottura del bipolarismo. Oggi però lui si colloca su una linea che definisce di destra destra che non farà che richiamare una sinistra sinistra e il giochetto del bipolarismo continua.

Io invece penso che la vera frattura politica non debba essere tra destra e sinistra, ma tra popolo ed élite. Se si continua a ragionare dentro gli schemi tradizionali, si rischia semplicemente di spostare voti da una parte all’altra senza cambiare nulla. Oggi Vannacci lancia appelli alla Meloni e guarda all’area del centrodestra. Io lavoro per qualcosa di diverso: un conflitto verticale che unisca classe media e lavoratori contro le oligarchie economiche.


Come si traduce concretamente questa visione politica?

La prossima settimana, il 24 giugno, parteciperò a una manifestazione molto significativa sull’Articolo 39 a piazza Barberini la mattina. Per la prima volta vedremo insieme associazioni datoriali e sindacati di base contro un accordo sostenuto dal governo, dalle principali organizzazioni imprenditoriali e dai sindacati confederali come CGIL, CISL e UIL.

Secondo me è un passaggio importante perché mette insieme il ceto medio produttivo e la classe lavoratrice. Se questa alleanza sociale si consolida, può cambiare profondamente la composizione politica del Paese. È lì che vedo il futuro della politica a servizio del nostro paese.

Alcuni osservatori parlano di una possibile “terza via” definita rossobruna con lei e Vannacci. Si riconosce in questa etichetta?

Mah. Il termine “rossobruno” mi è indifferente. È una definizione che è stata coniata in Italia dai fighetti di Repubblica, in quel senso mi onora quasi. Io preferisco parlare di sovranità popolare. Lavoro per superare la contrapposizione destra-sinistra e anche quella tra fascismo e antifascismo. La storia va conosciuta e rispettata, ma sono passati ottant’anni. Oggi l’Italia deve affrontare problemi diversi.

Il vero rischio che vedo non è il ritorno del fascismo, ma la guerra, la perdita di sovranità economica e gli effetti di una globalizzazione che ha impoverito milioni di persone. Siamo invasi dagli immigrati, mica dai russi. Sono questi i temi su cui dovremmo confrontarci e non sul fascismo che è morto e sepolto.

Vannacci ha superato Salvini, assomigliando a una scena iconica del film “Il Sorpasso”… A Salvini converrebbe uno spacchettamento in due leghe? una moderata e "democristiana" del Nord con magari a capo Zaia.

La politica presenta sempre il conto della coerenza. Se dici una cosa e poi ne fai un’altra, alla lunga gli elettori se ne accorgono.

Prendiamo il caso del Mercosur. Se davvero lo si considera una minaccia per l’agricoltura italiana e per la qualità dei prodotti alimentari, allora bisogna agire di conseguenza. Se Salvini voleva davvero impedirlo, doveva porre la questione di fiducia al governo Meloni, non lo ha fatto. Le proteste simboliche non bastano.

Quando le parole e le azioni non coincidono, inevitabilmente si perde credibilità.

È più futurista-rivoluzionario Vannacci o Rizzo?

Penso però che oggi la vera sfida sia la critica al neoliberismo.

Essere contro gli effetti della globalizzazione incontrollata, difendere la sovranità nazionale e i diritti sociali, mettere in discussione il modello economico dominante: questo significa essere realmente alternativi.

Io questa critica la porto avanti da anni. Non ho ancora sentito una critica strutturata al neoliberismo da parte di Vannacci. Se un giorno la farà, sarò felice di confrontarmi con lui su questi temi.

La data del voto. A chi conviene votare quando?

Le decisioni finali spettano alla politica, ma la mia impressione è che le elezioni politiche possano tenersi tra aprile e maggio del prossimo anno.

Ci sono molte variabili in campo, comprese le amministrative nelle grandi città. Tuttavia, se dovessi fare una previsione oggi, collocherei il voto nazionale nella primavera del prossimo anno.