Un satellite sperimentale in orbita bassa ha rilevato un forte degrado dei segnali di navigazione satellitare in diverse aree del mondo, in particolare sull'Europa e su alcune zone del Medio Oriente. Lo riporta Il Sole 24 Ore, citando i primi dati della missione Pulsar-0, sviluppata dalla società californiana Xona Space Systems.

Pulsar-0 è il primo satellite della futura costellazione Pulsar e opera a circa 500 chilometri di quota, molto più in basso rispetto ai sistemi di navigazione globali tradizionali, GPS, Galileo, Glonass e BeiDou, che orbitano intorno ai 20.000 chilometri. Questa configurazione consente l'invio di segnali più potenti e più resistenti alle interferenze.

Il satellite è dotato anche di un ricevitore per confrontare direttamente la qualità dei segnali GNSS nelle diverse regioni osservate. Le rilevazioni indicano un aumento delle interferenze e delle alterazioni del segnale, soprattutto in aree vicine a zone di crisi.

I segnali GNSS non servono solo alla navigazione civile, ma sono infrastrutture critiche per energia, finanza, trasporti e logistica. Disturbi o manipolazioni possono avere impatti sistemici, dalla sicurezza dei voli alla gestione delle reti energetiche.

Il fenomeno di jamming e spoofing è in crescita da anni. L'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) segnala un aumento significativo dal 2022, mentre Eurocontrol ha registrato migliaia di episodi nel 2024, con centinaia di casi di falsificazione del segnale.