Quattro robot hanno sparecchiato in autonomia una tavola da colazione nella sede del Parlamento Europeo, riconoscendo gli oggetti disposti sul tavolo e riponendo piatti, confezioni e stoviglie in lavastoviglie, credenza e frigorifero. Tra loro l'umanoide Rollin' Justin del Centro aerospaziale tedesco (DLR) e il robot Armar-7. La dimostrazione si è svolta il 2 settembre a Bruxelles, davanti a circa 170 rappresentanti di istituzioni, industria e ricerca.

L'evento, promosso dalla rete di eccellenza euROBIN e coordinato dal DLR, ha riunito 15 sistemi robotici basati sull'intelligenza artificiale, tra umanoidi, robot quadrupedi, droni e sistemi industriali. Le dimostrazioni sono state organizzate attorno a tre scenari: manifattura circolare, assistenza personale e logistica urbana.

Nello scenario dedicato all'assistenza nella vita quotidiana, i quattro robot hanno operato insieme per sparecchiare la tavola. I sistemi hanno identificato autonomamente gli oggetti distribuiti sul tavolo, raccolto piatti e confezioni e riposto i diversi elementi nei luoghi appropriati. La prova serviva a mostrare capacità di percezione dell'ambiente, manipolazione degli oggetti e interazione tra sistemi robotici diversi.

Il confronto al Parlamento Europeo si è concentrato anche sulle prospettive industriali della robotica basata sull'intelligenza artificiale. Secondo il DLR, nei prossimi 10-15 anni il settore potrebbe raggiungere in Europa dimensioni paragonabili a quelle dell'attuale industria automobilistica. L'obiettivo indicato dall'evento è rafforzare la competitività e la sovranità tecnologica europea, evitando che le tecnologie sviluppate dai ricercatori europei vengano commercializzate prevalentemente al di fuori dell'Europa.

A rappresentare l'Italia erano presenti Paolo Denti di Oversonic Robotics, Giorgio Metta dell'Istituto Italiano di Tecnologia e Bruno Siciliano del Prisma Lab dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme al Create Dih di Napoli.

Secondo quanto dichiarato da Siciliano al Messaggero, dal confronto è emersa la volontà, in vista del prossimo programma quadro Horizon 2028-2034, di rafforzare gli investimenti nella Physical AI "per far crescere un'industria europea capace di competere a livello internazionale ed evitare che competenze e tecnologie sviluppate in Europa finiscano acquisite da gruppi extraeuropei".

Tra le proposte discusse dal professore napoletano c'è anche la creazione di una struttura europea dedicata alla robotica, il Cerr (European Center for Robotics Research), sul modello di una grande infrastruttura comune come il Cern. Siciliano aveva già richiamato nei giorni scorsi la necessità di un'iniziativa di questo tipo, secondo quanto riportato dal Messaggero, intervenendo sul tema della crescita della robotica cinese dopo la quotazione in Borsa di Unitree.

Nella sua analisi, Siciliano sottolinea i tempi con cui l'Europa trasforma la ricerca e l'innovazione in industria, ancora più lunghi rispetto a quelli di Stati Uniti e Cina. Il continente si trova, secondo il professore, in un "effetto sandwich" tra gli ingenti investimenti americani e la capacità cinese di produrre tecnologia rapidamente e a costi competitivi.

Tra le applicazioni mostrate a Bruxelles, il DLR ha evidenziato quelle legate alla percezione dell’ambiente, alla manipolazione degli oggetti e all’interazione tra robot e persone.