C’è una Sardegna che “sfugge” ai percorsi più battuti dal turismo di massa. Una Sardegna autentica e profondamente identitaria. È quella del Nord Ovest dell’isola ed è qui che nasce Radizi 2026, il press tour organizzato da Vi.NO.S. (Vignaioli Nord Ovest Sardegna), associazione nata nel 2023 e composta da dodici vignaioli uniti da una visione comune: valorizzare il territorio attraverso il racconto delle sue radici, dove il vino non è soltanto produzione agricola, ma memoria, cultura e comunità.
Nel Nord Ovest della Sardegna il vino non è soltanto un prodotto agricolo, ma una chiave di lettura del paesaggio. Lo ha dimostrato Radizi, un percorso immersivo che ha attraversato le terre del Coros, della Nurra e della Romangia, restituendo l’immagine di un territorio in cui viticoltura, archeologia, gastronomia, artigianato e storia millenaria convivono in un equilibrio profondo.
Più che un evento promozionale, Radizi si è rivelato un’esperienza culturale e didattica. Al centro non ci sono state soltanto le etichette, ma le persone, i luoghi e le comunità che rendono riconoscibile questa parte dell’isola. In un contesto dominato da grandi nomi del vino, dodici vignaioli hanno scelto di unirsi e costruire una narrazione collettiva, sostenibile e autentica. È questa la forza di Vi.NO.S., una rete che punta a dare voce al territorio prima ancora che ai singoli produttori.
Il vino, in questo racconto, diventa motore di identità. Ogni calice sembra trattenere il soffio del maestrale sulle vigne, la mineralità delle terre calcaree, la fatica quotidiana di chi lavora tra i filari e la volontà di custodire un patrimonio ambientale fragile e prezioso. La filosofia produttiva che emerge è fondata sul rispetto dell’ambiente, sulla tutela del paesaggio e sulla consapevolezza che la qualità non nasce mai separata dal luogo che la genera.
Il viaggio di Radizi ha condotto i partecipanti attraverso scenari di rara intensità: vigne affacciate sul mare, uliveti, scogliere, colline e siti nuragici che appaiono quasi all’improvviso nel paesaggio. Le visite a luoghi simbolici come Sant’Imbenia, il pozzo sacro di Serra Niedda e l’area archeologica di S’Elighe Entosu hanno ricordato quanto il rapporto tra uomo e territorio, in questa parte della Sardegna, abbia radici antichissime. Qui la vite non è un elemento isolato, ma parte di una storia più ampia, stratificata, in cui agricoltura e memoria dialogano da secoli.
Accanto al vino, Radizi ha dato spazio ai sapori e ai gesti quotidiani della Sardegna più genuina. Dagli andarinos fatti rigorosamente a mano, dalle lumache al porcetto, ogni tappa gastronomica si è trasformata in un momento di condivisione. Non semplici degustazioni, dunque, ma occasioni di incontro umano e culturale, in cui il cibo ha completato il racconto del territorio con la stessa forza evocativa del vino.
In un’epoca in cui la parola “esperienza” viene spesso usata in modo superficiale, Radizi ne restituisce il significato più autentico. La promozione lascia il posto all’ascolto, la singola etichetta cede il passo a una visione corale, il territorio diventa protagonista. È forse questo l’aspetto più originale dell’iniziativa: Vi.NO.S. non parla sopra i luoghi, ma permette ai luoghi di parlare attraverso i produttori, i paesaggi, le tavole condivise e le testimonianze raccolte lungo il cammino.
La Sardegna, troppo spesso raccontata soltanto attraverso le sue coste più celebri, trova in progetti come questo una prospettiva diversa. Radizi mostra un’isola interna e costiera allo stesso tempo, agricola e archeologica, popolare e raffinata, capace di costruire futuro senza rinunciare alla propria identità. A comporre Vi.NO.S. sono Azienda Agricola Giuliano Ruiu, Azienda Agricola Agreste, Azienda Agricola Leo Conti, Cantina Mario Bagella, Cantina Carpante, Ditta Giuseppe Pocobelli, Tenute Re Do, 3A Viticoltori, Cantina Sorres, Podere 45, Terre di Baquara, Vini TraMonti e Cantina Antonio Cargiaghe. Operano tra le DOC Alghero e Moscato di Sorso e Sennori e le IGT Nurra e Romangia, dimostrando come il vino possa diventare strumento di tutela, racconto e valorizzazione autentica del territorio.
Il messaggio che resta, al termine del percorso, è netto: il futuro dei territori passa dalla capacità di fare comunità. Non basta produrre bene, occorre condividere visioni, costruire relazioni, riconoscere il valore di ciò che rende unico un luogo. Nel Nord Ovest della Sardegna, dodici vignaioli hanno deciso di farlo insieme. E il risultato, come Radizi ha saputo raccontare, va ben oltre il vino.