Una battuta d’arresto giudiziaria per Sigfrido Ranucci, che non tornerà alla conduzione di Report per effetto del ricorso urgente presentato contro la Rai. Il Tribunale del Lavoro di Roma ha infatti rigettato l’istanza con cui il giornalista chiedeva di essere reintegrato alla guida della trasmissione d’inchiesta di Rai3, dopo la rimozione decisa dall’azienda alla fine dello scorso agosto. Una decisione arrivata nella serata di venerdì 9 ottobre che, almeno nella fase cautelare, lascia in vigore il provvedimento adottato dai vertici del servizio pubblico.

Ranucci aveva deciso di rivolgersi alla magistratura il 15 settembre, depositando un ricorso d’urgenza ai sensi dell’articolo 700 del Codice di procedura civile. Attraverso i suoi legali, il giornalista aveva contestato la legittimità della rimozione, chiedendo al giudice di sospendere gli effetti della decisione aziendale e di disporre il suo immediato ritorno nelle funzioni di autore e conduttore del programma. Una richiesta che non ha trovato accoglimento davanti al Tribunale romano, chiamato a pronunciarsi prima dell’avvio della nuova stagione televisiva, previsto per l’8 novembre.

La vicenda aveva preso forma il 28 agosto, quando la Rai aveva comunicato il cambio alla guida di Report, trasmissione che Ranucci conduceva dal 2017, dopo averne fatto parte come autore fin dal 2006. Il giornalista aveva reagito duramente alla decisione, contestando le modalità della propria sostituzione e annunciando una battaglia per ottenere il ripristino del precedente incarico. La controversia si era progressivamente trasformata in uno scontro anche sul piano legale, con posizioni contrapposte tra l’azienda e il suo ormai ex conduttore.

A rendere ancora più teso il rapporto tra Ranucci e la Rai è intervenuto anche un provvedimento disciplinare, con una sospensione di dieci giorni dal lavoro e dalla retribuzione comunicata nei giorni scorsi. Una sanzione che i legali del giornalista hanno annunciato di voler impugnare e che si inserisce in una controversia più ampia, caratterizzata anche dalle contestazioni aziendali relative ai rapporti emersi tra Ranucci e Valter Lavitola.

Nel corso della vicenda, la Rai aveva prospettato al giornalista alcune destinazioni professionali alternative, tra cui incarichi a RaiNews, al Tg3 oppure presso l’ufficio di corrispondenza del Cairo. Il termine per esprimere una scelta era stato successivamente prorogato al 13 ottobre, in attesa proprio della pronuncia del giudice.

Il rigetto del ricorso rappresenta dunque un risultato favorevole alla Rai in questa prima fase del confronto giudiziario, senza tuttavia equivalere necessariamente a una decisione definitiva sulla legittimità della rimozione. La pronuncia riguarda infatti la richiesta cautelare di reintegro e non esclude ulteriori iniziative legali da parte del giornalista.

Per Ranucci, che aveva affidato alla magistratura la possibilità di tornare alla guida del programma prima dell’inizio della nuova stagione, arriva comunque uno stop significativo. Report ripartirà, allo stato attuale, senza il volto che lo aveva condotto negli ultimi nove anni, mentre il contenzioso tra il giornalista e la televisione pubblica potrebbe proseguire nelle sedi giudiziarie.