Il caso Ranucci-Lavitola si arricchisce di un nuovo capitolo e lo scontro, questa volta, si sposta direttamente sul terreno giudiziario. Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di Report, ha infatti dato mandato al proprio legale di querelare la giudice Clementina Forleo per alcune pesantissime affermazioni pubblicate nei giorni scorsi sui social. Una decisione che ha immediatamente provocato la reazione politica di Fratelli d'Italia, con il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami che attacca il giornalista: "È surreale che invece di chiarire le molte zone d'ombra del suo comportamento quereli il magistrato Clementina Forleo".

Al centro della vicenda c'è il post con il quale Forleo aveva posto pubblicamente una serie di interrogativi sul comportamento del conduttore di Report: "Chi sta ricattando Ranucci? Perché vuole a tutti i costi mantenere il timone di Report con la minaccia di spifferare le chat con 'tutti'? E chi sono i 'tutti' di cui parla?". La giudice si era spinta ancora oltre, sostenendo che "in un Paese normale (attentato falso o vero a parte) Ranucci sarebbe stato già indagato per estorsione e i suoi telefoni sequestrati: solo per tali gravi intimidazioni". Parole che hanno provocato la reazione del giornalista e dei suoi legali.

"Dispiace che una magistrata, ben consapevole dell'importanza delle dichiarazioni pubbliche di chi riveste ruoli istituzionali, abbia fatto affermazioni prive di fondamento e gravemente calunniose, per le quali Ranucci è costretto a rivolgersi alla Autorità Giudiziaria", ha dichiarato all'Adnkronos l'avvocato Roberto De Vita, legale del conduttore. Secondo De Vita si tratterebbe di "parole ben oltre la perdita di sobrietà con gravi conseguenze legali".

La querela, però, ha immediatamente riacceso lo scontro politico intorno alla vicenda. Bignami punta direttamente sul nodo delle questioni sollevate dalla magistrata e sul caso Ranucci-Lavitola: "È surreale che Sigfrido Ranucci invece di chiarire le molte zone d'ombra del suo comportamento quereli il magistrato Clementina Forleo che, in virtù della sua esperienza, segnala una serie di anomalie che riguardano il caso Ranucci-Lavitola".

Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera chiama poi in causa anche l'Associazione nazionale magistrati con una provocazione politica: "Cosa farà ora l'Anm, difenderà un magistrato dall'attacco arrogante di Ranucci o tripudierà all'amico del cuore del pregiudicato Lavitola un'altra standing ovation?".

La temperatura dello scontro, dunque, continua a salire. Da una parte Ranucci ritiene che le affermazioni di Forleo abbiano superato il confine della legittima critica e si affida alla magistratura; dall'altra Bignami sostiene che il punto politico resti un altro: chiarire quelle che definisce le "zone d'ombra" della vicenda. Sarà ora l'Autorità giudiziaria a valutare la querela e l'eventuale rilevanza penale delle dichiarazioni contestate. Sul piano politico e mediatico, invece, il caso è tutt'altro che chiuso.