Mimmo Lucano torna alla guida del Comune di Riace. La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha disposto la sospensione dell’efficacia del provvedimento di decadenza che lo aveva costretto a lasciare l’incarico di sindaco, consentendogli di riprendere le sue funzioni fino alla decisione definitiva della Corte di Cassazione.

La vicenda è legata alla condanna definitiva a un anno e sei mesi di reclusione per falso ideologico nell’ambito del processo sul cosiddetto “modello Riace”. In applicazione della legge Severino, Lucano era decaduto dalla carica di primo cittadino, ma i giudici d’Appello hanno ora accolto la richiesta di sospensione, ritenendo che l’esecuzione immediata del provvedimento avrebbe potuto causare un danno difficilmente reversibile.

A dare la notizia è stato lo stesso Lucano attraverso i social. «La Corte d’Appello di Reggio Calabria sospende la mia decadenza da sindaco di Riace in attesa della decisione della Cassazione: potrò ritornare a fare il sindaco e onorare il mandato datomi dalle cittadine e dai cittadini riacesi», ha scritto.

L’ex sindaco, oggi anche eurodeputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha accolto con soddisfazione la decisione, ribadendo la fiducia nell’esito del giudizio davanti alla Suprema Corte. «Ho fiducia che la Cassazione possa fare definitiva chiarezza su questa vicenda», ha aggiunto.

La sospensione non chiude il procedimento, ma rappresenta una misura temporanea destinata a rimanere efficace fino alla pronuncia della Cassazione, che sarà chiamata a decidere in via definitiva sulla vicenda giudiziaria.

Con il provvedimento della Corte d’Appello, Lucano potrà quindi tornare ad amministrare Riace, il piccolo comune calabrese divenuto negli anni simbolo delle politiche di accoglienza dei migranti e al centro di un lungo confronto politico e giudiziario che continua a dividere il dibattito pubblico.