Il 31 Luglio scorso è stato annunciato il tema della mostra del Constume Institue ospitata dal Metropolitan Museum of Art John Galliano: Horizons che sarebbe stata inaugurata in occasione del Met Gala la prossima primavera.
Il 31 Agosto, tramite un comunicato congiunto tra Met e Galliano, è stato annunciato che la retrospettiva dedicata ai quattro decenni dell’Enfant Terible non si terrà come previsto.

Galliano ha condiviso una lettera nella quale ringarazia Anna Wintour, Andrew Bolton e Max Hollein, in ordine Direttore Editoriale Globale di Vogue, curatore capo del Constume Center del Met e amministratore delegato del Met, per l’onore di essere stato preso in considerazione per una retrospettiva come artista ancora vivente, onore concesso solamente a Yves Saint Laurent nel 1983 ed a Rei Kawakubo nel 2017, ma che rinuncia all’occasione per alcune delle sue dichiarazioni, fatte ormai quindici anni fa, sulle comunità ebraica e asiatica per le quali ancora si scusa e ringrazia La mia gratitudine al Met , Max, Andrea e Anna rimane profonda e duratura. La loro generosità, umanità e convinzione nell'importanza della moda come arte cultura e storia.
Così come la loro comprensione della fragilità umana e della possibilità di crescita rimarranno sempre con me.
Dopo il licenziamento da Dior nel 2011, Galliano si è sottoposto ad un percorso di riabilitazione, che lo ha poi portato a lavorare di nuovo nella moda per Maison Margiela e poi, successivamente, per il colosso spagnolo Zara.
Ora la domanda de porsi è per quanto tempo è giusto condannare e ostracizzare anche dopo aver chiesto scusa.
Era il Febbraio del 2011 quando lo stilista è stato colto in stato di ebbrezza che insultava una coppia con atteggiamenti antisemiti.

Dopo quindici anni di sobrietà, svariate scuse alle organizzazioni e agli stati interessati, ancora si continua ad emarginare un artista, un esteta a suo modo, irriverente in certe occasioni, che ha rivoluzionato il modo di concepire l’abito.
È certamente importante ricordare quanto la moda sia, da sempre, politica ma che nonostante questo rimanga comunque un’arte capace di esprimere visioni ed emozioni; è quindi, forse, esagerato continuare a tenere lontano una delle più grandi personalità artistiche degli ultimi decenni perché ha sbagliato - ed è stato beccato, perché alla fine di questo si tratta - quando personalità ben più influenti, che sono state protagoniste di scandali ed eventi ben più efferati, non si fanno scrupoli ad uscire di casa a testa alta.

Galliano, colui che nel 1993 mise in piedi una sfilata da zero in tre settimane utilizzando solo crêpe nero, non è più condannabile e continua a dimostrare, con l’annullamento di un evento che avrebbe coronato la propria carriera, la sua nobiltà d’animo e dell’arte di cui è uno dei portavoce rivelando l’animo ipocrita della politica.