Roberto Gualtieri rompe gli indugi e apre ufficialmente la lunga campagna elettorale per le Comunali di Roma del 2027. Il sindaco uscente mette così un punto alle indiscrezioni che lo avrebbero voluto protagonista della partita nazionale del centrosinistra, magari nel ruolo di outsider e federatore del Campo largo, per concentrarsi sull'obiettivo di ottenere un secondo mandato alla guida del Campidoglio.
L'appuntamento è fissato per sabato 7 novembre, alle ore 10, all'Auditorium della Conciliazione, a pochi passi dal Vaticano. Una cornice simbolica per un evento che punta a riunire partiti, amministratori, esponenti della società civile e sostenitori attorno al progetto politico del primo cittadino. Il messaggio è quello di costruire insieme il futuro della Capitale, con un programma che guarda ai prossimi cinque anni e rilancia i temi dell'inclusività, della giustizia sociale e della transizione ecologica.
Le aspettative degli organizzatori sono elevate, tanto che, secondo le indiscrezioni circolate alla vigilia, si starebbe valutando persino l'allestimento di uno spazio esterno per accogliere i partecipanti che non dovessero trovare posto in sala.
Intanto, la macchina politica del centrosinistra è già in movimento. Gualtieri ha riunito in Campidoglio le forze della maggioranza, dal Partito Democratico ad Alleanza Verdi e Sinistra, passando per Demos, Roma Futura, Sinistra Civica Ecologista, Italia Viva, Progetto Civico Italia e Partito Socialista. L'obiettivo è consolidare l'alleanza e, possibilmente, allargarne i confini, mentre restano aperte le interlocuzioni con il Movimento 5 Stelle e con altre componenti del panorama politico romano.
Ma la campagna elettorale non si giocherà soltanto sulle alleanze. Dopo cinque anni di amministrazione, Gualtieri dovrà confrontarsi con un bilancio che comprende gli interventi del Giubileo, i progetti di rigenerazione urbana, il termovalorizzatore di Santa Palomba e il percorso per il nuovo stadio della Roma, ma anche questioni tuttora centrali nel dibattito cittadino: trasporto pubblico, raccolta dei rifiuti, manutenzione stradale, sicurezza, politiche abitative e qualità dei servizi nelle periferie.
Se il centrosinistra ha dunque già individuato il proprio candidato, nel centrodestra resta aperto il dossier più delicato: chi sfiderà Gualtieri nella corsa al Campidoglio?
Sul tavolo di Fratelli d'Italia continuano a circolare soprattutto i nomi di Roberta Angelilli e Fabio Rampelli, ai quali si affianca, tra le ipotesi politiche più defilate, quello di Chiara Colosimo. Una terna di personalità con percorsi istituzionali differenti, accomunate dall'appartenenza al partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma senza che sia stata formalizzata una scelta definitiva.
Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo economico, rappresenta un profilo che coniuga esperienza amministrativa, rapporti con il mondo produttivo e una lunga carriera politica. Dagli esordi nella politica romana agli incarichi europei, fino al ritorno nelle istituzioni regionali, il suo nome continua a essere al centro delle indiscrezioni. La diretta interessata non ha chiuso la porta all'eventualità di una candidatura, ribadendo però che la decisione spetterà ai vertici nazionali della coalizione.
Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati, è invece uno dei riferimenti storici della destra romana. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche capitoline, con una lunga esperienza parlamentare e un radicamento consolidato sul territorio, è da tempo indicato come possibile candidato sindaco. Negli ultimi mesi ha intensificato gli interventi sui principali dossier della Capitale, mantenendo alta l'attenzione sulle scelte dell'amministrazione Gualtieri.
Più defilata, ma politicamente significativa, l'ipotesi Chiara Colosimo. Deputata di Fratelli d'Italia e presidente della Commissione parlamentare Antimafia, rappresenta una generazione più giovane della classe dirigente del partito. La sua esperienza nella politica regionale del Lazio, seguita dall'approdo alla Camera e dall'assunzione di un incarico istituzionale di rilievo nazionale, contribuisce a mantenerne il nome nel dibattito sulle possibili alternative. Al momento, tuttavia, non emergono segnali ufficiali di una sua discesa in campo.
La scelta, in ogni caso, non sarà soltanto romana. La candidatura per il Campidoglio si intreccia con gli equilibri nazionali tra Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia e con le altre grandi partite amministrative del 2027, da Milano a Napoli e Torino. Non a caso, tra le ipotesi circolate negli ambienti politici, c'è quella di un annuncio nel mese di dicembre, in occasione di Atreju, la manifestazione nazionale di Fratelli d'Italia.
A pesare sul confronto interno è anche il precedente del 2021, quando il centrodestra arrivò alla sfida capitolina con la candidatura di Enrico Michetti, sconfitto al ballottaggio da Gualtieri con il 39,85% contro il 60,15%. Un risultato che alimenta oggi la discussione sui tempi della scelta e sulla necessità di costruire una campagna elettorale capace di coinvolgere l'intera coalizione.
Nel frattempo, Gualtieri occupa la scena politica e prova a trasformare l'ultimo tratto del mandato in una piattaforma per la ricandidatura. Sullo sfondo resta anche l'incognita della data del voto, atteso nella primavera del 2027, con l'ipotesi di un election day ancora da definire.
La domanda, dunque, non è più se Gualtieri correrà per il secondo mandato, ma chi sarà chiamato a sfidarlo. Angelilli, Rampelli o Colosimo? Le prossime settimane saranno decisive per capire se il centrodestra convergerà su uno dei nomi già emersi oppure se dalla trattativa nazionale arriverà una soluzione diversa. Intanto, la campagna per Roma è già cominciata.