Il 4 luglio sono ufficialmente iniziati i saldi estivi, sembrano una barzelletta ma è la verità, per questo motivo la FISMO (Federazione Italiana Settore Moda Confesercenti) ha attivato una petizione, alla quale tutti gli esercenti del settore moda possono aderire fino al 17 agosto direttamente dal sito FISMO, chiedendo al Parlamento una regolamentazione adeguata in fatto svendite e tipologie di vendita.

Le richieste fatte sono di riportare i saldi di fine stagione alla fine, appunto, della stagione, di rendere più trasparenti le promozioni e di tutelare le piccole aziende dalla concorrenza dell’online.

La necessità di questa petizione nasce dalle piccole imprese che si ritrovano già a metà stagione sia in inverno che in estate a dover competere con i saldi proposti dalle grandi multinazionali che portano avanti continuamente sconti costringendo i piccoli commercianti, per poter competere, a svendere collezioni che potrebbero essere tenute per almeno altri due mesi mesi a prezzo pieno, costringendo i venditori autonomi a scendere a patti non solo con le collezioni ma anche con i propri salari.

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Il problema degli sconti eccessivi ha un impatto fortissimo non solo sull'economia ma anche sull'ambiente sviluppando quello che da anni va avanti uno sfruttamento di manodopera sottocosto e di risorse planetarie. La moda purtroppo è diventata non più un vezzo, o ricerca continua di materiali e forme di qualità ma solo numeri che devono crescere.

Tutto questo solo marketing che però preme sull'economia quotidiana non solo di chi vende ma anche di chi compra per quanto riguarda i genitori che vogliono accontentare i figli ma anche per un abito sudato che però non è all'altezza del materiale che si compra e quindi utilizzabile per poco tempo perché poi ridotto a stracci; questo è un discorso ovviamente portato all'estremo ma come si vede da abiti comprati su Shein o Pull & Bear che propongono abiti in poliestere capaci di vestire per due indossi e poi rovinati. 

Da seguire se interessa l’argomento è Mattia Bersaglieri che sui social, sta facendo un lavoro di sensibilizzazione ai materiali e ai brand da seguire per evitare di comprare petrolio indossabile.