L'incontro di ieri a Milano tra Matteo Salvini e gli imprenditori italiani presenti sul mercato russo viene letto dall'ambasciatore di Mosca in Italia, Alexei Paramonov, come un possibile segnale di inversione di rotta nei rapporti tra Roma e Mosca. Il vicepremier e ministro dei Trasporti ha incontrato una delegazione di aziende accompagnato da Vittorio Torrembini, presidente di Gim Unimpresa, promotrice dell'iniziativa.
Per Paramonov, il confronto "testimonia l'incipit di un ritorno dell'establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso". L'ambasciatore ha inoltre rivolto un auspicio al governo italiano: "Auspico che le valutazioni espresse in questa sede vengano portate all'attenzione degli altri vertici del governo italiano e dei ministri competenti", riporta 'Ansa'.
Secondo il diplomatico russo, le imprese italiane hanno subito un forte ridimensionamento delle possibilità di operare in Russia a causa delle sanzioni. "Per esperienza diretta, gli imprenditori vedono quanto si siano ridotte le loro opportunità da quando l'Unione Europea ha, de facto, dichiarato alla Russia una guerra ibrida, di cui le sanzioni antirusse costituiscono uno dei principali strumenti".
Paramonov attribuisce alle restrizioni anche il drastico calo dell'interscambio: "La loro applicazione - prosegue - ha portato alla cessazione pressoché totale della cooperazione energetica tra Russia e Italia, arrecando grave danno agli scambi commerciali bilaterali, il cui volume si è ridotto di quasi dieci volte".
Sul fronte politico, Salvini ha ribadito alla Tass - l'agenzia di stampa ufficiale della Russia - una linea favorevole al dialogo e alla ricerca di una soluzione diplomatica: “L’obiettivo mio e di quasi tutti è portare alla fine del conflitto, riportare la diplomazia a svolgere il suo ruolo, far finire attacchi, bombardamenti, morti. Poi il mio dovere da giornalista è parlare a giornalisti di tutto il mondo, con russi, americani, cinesi, israeliani, brasiliani, chiunque. Non siamo in guerra contro nessuno, l’atteggiamento del governo italiano in questi anni è stato il più equilibrato possibile, a differenza di altri che sono già schierati".
"Anche le parole hanno il loro peso, speriamo non si portino code che coinvolgono cittadini che non hanno a che fare con il conflitto. Quando ce la prendiamo con attori, musicisti, sportivi, cantanti, intellettuali, ballerini, vuol dire che si è perso il senso della misura. C’è gente che si alza la mattina e critica Salvini e la Lega, da ministro dei Trasporti mi hanno criticato anche perché il vulcano Etna erutta e i voli sono fermi. Ma non sta a me bloccare le eruzioni dei vulcani. Io cerco di essere un piccolo costruttore di pace, da ministro dei Trasporti costruisco ponti, allargo porti e aeroporti, modernizzo ferrovie e autostrade. Ricostruire ponti di dialogo tra due paesi in conflitto per me è fondamentale”.
Paramonov sostiene infine che in Italia stia maturando una maggiore consapevolezza sull'opportunità di rivedere la strategia adottata e di "riflettere sulle modalità per ripristinare e rilanciare i rapporti economici con la Russia, avventatamente interrotti".