Matteo Salvini torna a difendere con forza la propria linea sull'immigrazione e prende posizione anche sul caso del gioielliere Mario Roggero. In un'intervista rilasciata a Il Giornale, il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e leader della Lega, ha dichiarato che "i veri criminali sono gli scafisti e non Mario Roggero", ribadendo la richiesta di grazia per il commerciante condannato dopo aver ucciso due rapinatori durante una fuga armata.
Salvini ha ricordato di essere rimasto "sei anni sotto processo con l'accusa di sequestro di persona per aver fatto il mio dovere da ministro dell'Interno", sostenendo di aver mantenuto la promessa di contrastare l'immigrazione clandestina. Ha inoltre richiamato il dibattito processuale sui presunti rapporti tra trafficanti di esseri umani e alcune organizzazioni, affermando che, all'epoca, tali ipotesi venivano respinte dalle opposizioni.
Il leader della Lega ha poi affrontato il tema del processo relativo al naufragio di Cutro, esprimendo fiducia nei confronti dei due militari della Guardia Costiera coinvolti. "È impensabile che donne e uomini in divisa, che ogni giorno rischiano la vita per salvarne altre, possano deliberatamente sottrarsi ai loro doveri", ha dichiarato, aggiungendo di confidare in una loro piena assoluzione, pur sottolineando che sarà la magistratura a fare piena luce sui fatti.
Sul fronte delle politiche migratorie, Salvini ha rivendicato i risultati ottenuti dal Governo, citando gli accordi con i Paesi di origine e di transito, il rafforzamento dei rimpatri, le nuove norme sui Paesi considerati sicuri e il cosiddetto "modello Albania". Secondo i dati riportati dal ministro, gli sbarchi sono diminuiti del 54% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, passando da 33.132 a 15.391. In particolare, gli arrivi sarebbero calati del 57% dalla Libia, del 50% dalla Tunisia e dell'87% dalla Turchia.
Infine, Salvini è intervenuto anche sul tema della cosiddetta "remigrazione". "Al di là del dibattito lessicale – ha affermato – il principio è semplice: si chiami remigrazione, rimpatrio o espulsione, chi si trova illegalmente in Italia non può rimanervi e deve essere riportato nel proprio Paese". Una posizione che conferma la volontà della Lega di proseguire sulla linea del massimo rigore contro l'immigrazione irregolare.