Matteo Salvini ha visitato Mario Roggero nel carcere di Bollate, dove il gioielliere di Grinzane Cavour è detenuto dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo. Al termine dell’incontro, il vicepremier e segretario della Lega ha rilanciato il sostegno politico al detenuto e ha aperto all’ipotesi di una sua candidatura.
«Sarei orgoglioso di poterlo candidare», ha detto Salvini, precisando che il partito sta esaminando i profili giuridici della possibilità. Al momento non risulta alcuna candidatura formalizzata. L’eventuale strada elettorale dovrebbe inoltre confrontarsi con le conseguenze giuridiche della condanna definitiva.
La visita è durata oltre un’ora. Salvini, accompagnato dai deputati leghisti Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini, ha riferito che Roggero «sta bene» e ritiene di avere subìto un’ingiustizia. Fuori dall’istituto penitenziario, una delegazione della Lega Giovani ha manifestato il proprio sostegno con cartelli e uno striscione che chiedevano la grazia per il gioielliere.
Il leader della Lega ha sostenuto la domanda di grazia presentata dalla moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, ma ha escluso pressioni sul Quirinale. «Non facciamo pressione su nessuno», ha affermato, aggiungendo che spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica valutare tempi, modi e contenuti di un eventuale provvedimento di clemenza.
La domanda di grazia è stata presentata insieme a un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena. Il Ministero della Giustizia ha precisato che non risultavano ancora compiuti atti nell’ambito della procedura di grazia. La difesa ha inoltre annunciato che valuterà un possibile ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo il deposito delle motivazioni della sentenza.
Roggero si è costituito a Bollate dopo l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Asti. Il 15 luglio la Cassazione ha confermato la condanna pronunciata in appello, chiudendo il percorso giudiziario iniziato dopo la rapina del 28 aprile 2021 alla gioielleria di Grinzane Cavour, nel Cuneese.
Secondo la ricostruzione accolta dai giudici, Roggero inseguì nel parcheggio i tre uomini che avevano appena rapinato il negozio e sparò contro la loro auto. Morirono Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, mentre Alessandro Modica rimase ferito. I giudici hanno respinto la tesi della legittima difesa putativa, ritenendo che al momento degli spari l’azione aggressiva fosse già terminata.
Il caso ha acceso il confronto politico sul tema della legittima difesa. Salvini considera la condanna eccessiva e auspica una breve permanenza in carcere per Roggero. Sul fronte opposto, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, ha ricordato che l’ordinamento tutela la legittima difesa, ma non ammette la vendetta privata.