La cultura non è soltanto un patrimonio da tutelare, ma una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale dell’Abruzzo. È il messaggio lanciato dall’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo, che commentando i dati del rapporto “Io sono Cultura 2026” ha tracciato un bilancio delle politiche messe in campo dalla Regione e delineato le sfide dei prossimi anni.
«La cultura negli ultimi anni si è trasformata in un sistema propulsivo dell’economia regionale, capace di generare occupazione, dando lavoro a oltre 12 mila persone e soprattutto futuro», ha dichiarato Santangelo. Secondo lo studio, il settore culturale produce infatti 749 milioni di euro di valore aggiunto, collocando l’Abruzzo tra le realtà più dinamiche del Paese e al secondo posto nel Mezzogiorno, alle spalle della Campania.
Per l’assessore, questi risultati sono il frutto di «una visione chiara, fatta di progettualità, idee innovative e investimenti mirati che hanno determinato il cosiddetto modello Abruzzo», fondato sul connubio tra creatività, innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale.
Ampio spazio è stato dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, definita da Santangelo «non una cosa estratta, ma una progettualità costruita nel tempo». L’assessore ha ricordato che il percorso affonda le radici nel riconoscimento Unesco della Perdonanza Celestiniana nel 2019 e nella successiva apertura della Porta Santa da parte di Papa Francesco.
Tra gli interventi simbolo dell’anno della Capitale della Cultura figurano l’arrivo dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, la Visitazione di Raffaello e la mostra “AI WEIWEI: Aftershock”, oltre all’opera permanente che l’artista cinese realizzerà per L’Aquila. Investimenti che, secondo Santangelo, rappresentano un’occasione di rilancio culturale e turistico per l’intero territorio.
L’assessore ha poi richiamato gli investimenti destinati alla Film Commission Abruzzo, che può contare su 8 milioni di euro, e il sostegno alle istituzioni culturali regionali attraverso il Fondo Unico Regionale per la Cultura, che ha messo a disposizione 3 milioni di euro, con contributi medi aumentati del 35%.
«Da oggi la sfida sarà acquisire sempre maggiore consapevolezza di questo potenziale, rafforzando il legame tra cultura e sistema economico regionale», ha concluso Santangelo. «Il Made in Abruzzo può e deve essere fatto anche di produzioni culturali, valorizzando le specificità di ogni provincia e facendo conoscere la bellezza del nostro territorio nel mondo».