La seconda votazione per la scelta del nuovo Rettore della Sapienza non ha prodotto un esito definitivo: nessuno dei candidati ha ottenuto il quorum necessario per conquistare la maggioranza assoluta. La sfida si sposterà dunque al terzo turno, fissato dal 20 al 23 ottobre. Ma altre indicazioni rilevanti sono arrivate da questa seconda tornata. La graduatoria rimane invariata rispetto alla prima consultazione, con Fabio Lucidi in testa, Pierpaolo D’Urso alle sue spalle, seguito da Riccardo Faccini e Antonio Carcaterra. Si modificano, invece, gli equilibri tra i principali contendenti. D’Urso - preside della Facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione di Sapienza Università di Roma - sale da 1.025,38 a 1.140,63 voti ponderati, guadagnando oltre 115 preferenze, mentre Lucidi registra un aumento più limitato, pari a 31,5 voti. La distanza tra i due scende così da 150,5 a 66,8 voti ponderati.

Più marcato il divario rispetto agli altri concorrenti: Faccini raggiunge quota 880,8 voti ponderati, con uno scarto di circa 260 rispetto a D’Urso, mentre Carcaterra si attesta a 746,1, a 394,5 voti dal secondo classificato. Al primo turno, i distacchi erano rispettivamente di circa 200 e 275,5 voti. I risultati evidenziano la crescita del sostegno raccolto da D’Urso, capace di ampliare la propria base elettorale anche oltre il consenso iniziale. Secondo alcuni docenti di lunga esperienza, alla base di questo andamento ci sarebbe una proposta incentrata sul coinvolgimento della comunità accademica, sulla trasparenza e su una più precisa attribuzione delle responsabilità, con l’intento di dare voce alle diverse componenti dell’ateneo.

In vista della prossima votazione, il comitato del candidato intende proseguire lungo la strada dell’ascolto e del confronto, puntando su proposte concrete e ringraziando quanti hanno preso parte alle operazioni di voto. «C’è molta soddisfazione per il risultato del secondo turno, per quanto non risolutivo. Ci tengo innanzitutto a ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al voto», dichiara lo stesso Pierpaolo D’Urso. «Ma il dato più forte credo sia che il 70% dell’elettorato ha scelto una candidatura di discontinuità con l’amministrazione uscente».

Il candidato guarda quindi alla necessità di costruire convergenze in vista del prossimo passaggio elettorale: «In questo momento decisivo è importante il dialogo tra le forze che propongono il cambiamento. Noi siamo aperti e pronti a raccogliere e coordinare il contributo di tutti coloro che vogliono una nuova pagina per Sapienza e che condividano una visione inclusiva, in cui particolare attenzione è dedicata alle componenti oggi meno rappresentate, da studentesse e studenti, al personale TAB, ai ricercatori e ai professori associati. Per una Sapienza più collegiale, più in ascolto, più trasparente, più centrata sulle persone».