La scarcerazione di Youssef Siher sorprende anche Carlo Nordio. Dal Salone della Giustizia, il ministro mette a confronto la richiesta della procura di Milano e la decisione del gip, sottolineando come siano state escluse anche misure cautelari meno restrittive del carcere. "Vedere che sia stata respinta in toto anche senza un'attenuazione, tipo i domiciliari, è stato motivo di sorpresa", afferma il Guardasigilli, precisando che la sua valutazione delle argomentazioni dell’accusa si basa su quanto letto sui giornali.
Nordio riconosce alla procura milanese una "grandissima professionalità" e definisce "molto convincente" la motivazione della richiesta di custodia cautelare. Richiama però la necessità di leggere integralmente i provvedimenti e di rispettare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Il confronto, ribadisce, deve seguire gli strumenti previsti dall’ordinamento: "Penso che la procura della Repubblica impugnerà questa decisione". Un’eventualità indicata dal ministro, dunque, e non un ricorso già annunciato.
Non ci sarà invece un intervento ispettivo del ministero. "Non è nostra intenzione mandare ispettori", chiarisce Nordio, auspicando che il caso non alimenti una nuova conflittualità tra politica e magistratura.
Il ministro difende poi il decreto sui cortei approvato dal Consiglio dei ministri, sostenendo che le misure introdotte abbiano dimostrato efficacia sul piano della prevenzione. Richiama il fermo preventivo e collega il tranquillo svolgimento della domenica di manifestazioni all’applicazione delle nuove disposizioni: "Quindi vuol dire che ha funzionato", è la sua valutazione.
Sul fronte politico, Nordio descrive un clima di "assoluta tranquillità" nella maggioranza e un sostegno elevato al ministero della Giustizia. Per questo si dice perplesso davanti alle ipotesi di elezioni anticipate. Ricorda che lo scioglimento delle Camere compete al presidente della Repubblica e considera "una irriverenza verso il Capo dello Stato" le elucubrazioni sulla data del voto.
Quanto al proprio futuro, il Guardasigilli esclude la prospettiva di un nuovo incarico alla guida della Giustizia. "Credo di avere già dato", afferma, indicando nella letteratura, nella filosofia e nella musica gli interessi ai quali vorrebbe dedicarsi. Pur rimettendo alla presidente del Consiglio le valutazioni su un eventuale ruolo futuro, precisa: "Certamente non quello di ministro della Giustizia".
Netta, infine, la posizione sulla proposta di un "indulto responsabile" per affrontare il sovraffollamento carcerario. "Ogni forma di clemenza gratuita è una forma di resa da parte dello Stato se viene fatta per svuotare le carceri", conclude Nordio.