Dopo l’aggressione avvenuta alla scuola media Giovanni Verga di Roma, dove un alunno di 13 anni ha ferito una docente dopo averle spruzzato contro dello spray urticante, Stefano Erbaggi e Nausica Cangini intervengono sul tema della sicurezza negli istituti e della prevenzione del disagio giovanile. Secondo le ricostruzioni, l’insegnante è stata colpita con un coltello ed è stata successivamente dimessa dall’ospedale; sull’accaduto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’episodio.

«Quanto accaduto alla scuola media Verga di Roma è un episodio gravissimo. Alla docente aggredita e all’intera comunità scolastica va la nostra piena solidarietà e vicinanza», dichiara Erbaggi, consigliere di Fratelli d’Italia in assemblea capitolina. «La scuola deve essere un luogo sicuro e gli insegnanti devono poter esercitare il proprio ruolo con autorevolezza e senza paura. Ma di fronte a episodi di violenza che coinvolgono ragazzi così giovani non possiamo limitarci a intervenire quando il problema è già esploso».

Al centro dell’intervento anche il tema della prevenzione e dell’individuazione precoce delle situazioni di disagio tra gli adolescenti.

«Quando un gesto di questa gravità viene compiuto da un ragazzo di tredici anni, accanto alla necessaria condanna dell’atto dobbiamo interrogarci su ciò che accade prima», sottolinea Nausica Cangini, psicoterapeuta e neuropsicologa dello sviluppo.

Secondo Cangini, l’adolescenza rappresenta una fase particolarmente delicata per la costruzione dell’identità, la gestione delle emozioni e la capacità di affrontare frustrazioni e conflitti. Da qui la necessità, sostiene, di rafforzare gli strumenti attraverso cui scuola, famiglie e servizi possano riconoscere tempestivamente eventuali fragilità.

«Prevenire significa intercettare precocemente fragilità e segnali di disagio, sostenere le famiglie nel loro ruolo educativo e costruire una rete tra genitori, scuola e servizi capace di intervenire prima che il disagio assuma forme estreme», afferma Cangini. «Educare significa anche porre limiti, insegnare il rispetto delle regole e accompagnare i ragazzi nell’assunzione di responsabilità».

L’episodio della Verga, avvenuto il 18 settembre, ha riaperto il confronto sulla sicurezza nelle scuole e sugli strumenti di prevenzione da adottare di fronte a comportamenti violenti tra giovanissimi. Le ricostruzioni investigative riferiscono che il tredicenne avrebbe pianificato l’aggressione e avrebbe anche tentato di riprenderla attraverso una telecamera, elementi sui quali sono in corso gli approfondimenti degli inquirenti.

Per Erbaggi, la risposta deve quindi coinvolgere contemporaneamente istituzioni, famiglie, sistema scolastico e servizi territoriali.

«È qui che la politica deve fare la propria parte, ricostruendo un vero patto di corresponsabilità tra famiglia, scuola, servizi e istituzioni», conclude. «Tutelare gli insegnanti e prendersi cura delle fragilità dei più giovani non sono obiettivi alternativi. Sicurezza e prevenzione devono procedere insieme, restituendo alla scuola il suo ruolo fondamentale di luogo di crescita, educazione e rispetto».