Il Ministero dell’Interno mette a disposizione 1,5 milioni di euro per il progetto “Scuole sicure” relativo all’anno scolastico 2026/2027. Le risorse sono destinate a 70 comuni italiani con più di 15mila abitanti, con l’obiettivo di prevenire e contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree vicine agli istituti scolastici.
L’iniziativa punta a rafforzare la sicurezza nei luoghi frequentati quotidianamente dagli studenti attraverso interventi di controllo del territorio, strumenti tecnologici e attività di informazione. I contributi sono ripartiti tra i comuni beneficiari sulla base di una quota fissa e di una componente calcolata in relazione alla popolazione residente.
Come saranno utilizzati i finanziamenti
I fondi del Viminale potranno essere impiegati per installare sistemi di videosorveglianza, assumere temporaneamente agenti di Polizia locale e retribuire prestazioni di lavoro straordinario degli operatori.
Tra le spese ammissibili rientrano anche l’acquisto di veicoli e attrezzature per le attività di controllo, oltre alla realizzazione di campagne informative e iniziative di prevenzione rivolte alla popolazione scolastica.
Il programma mira quindi a combinare il rafforzamento della presenza delle forze di polizia sul territorio con interventi di sensibilizzazione sui rischi legati alle sostanze stupefacenti.
Piantedosi: «Risorse concrete per presidiare i luoghi frequentati dai ragazzi»
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato il ruolo dell’iniziativa nel sostenere le amministrazioni locali impegnate sul fronte della sicurezza.
«Continuiamo a sostenere i territori che investono in legalità e sicurezza. Con “Scuole sicure” mettiamo a disposizione dei comuni risorse concrete per presidiare i luoghi frequentati ogni giorno dai nostri ragazzi», ha dichiarato il titolare del Viminale.
Piantedosi ha inoltre evidenziato che il contrasto alla diffusione delle droghe richiede interventi che vadano oltre le attività di controllo e repressione. «Una più ampia strategia di contrasto alla droga» comprende, secondo il ministro, anche «una continua attività di informazione, educazione e sensibilizzazione» svolta dalle forze dell’ordine in collaborazione con famiglie, scuole e amministrazioni locali.
L’elenco dei comuni beneficiari
La graduatoria comprende 70 amministrazioni distribuite sul territorio nazionale. Tra i comuni che riceveranno i contributi figurano Varese, Sesto San Giovanni, Pozzuoli, Cinisello Balsamo, Aprilia, Corigliano-Rossano, Ragusa, Casoria, Asti e Carpi.
Nella prima parte dell’elenco compaiono anche Caserta, Pavia, Cremona, Gela, L’Aquila, Altamura, Imola, Quartu Sant’Elena, Lamezia Terme, Viterbo, Vittoria e Massa.
Sono inoltre destinatari delle risorse comuni come Pomezia, Potenza, Cosenza, Vigevano, Castellammare di Stabia, Afragola, Olbia, Legnano, Viareggio, Fano, Anzio, Matera, Carrara, Faenza, Acerra, Savona, Crotone, Caltanissetta, Marano di Napoli, Molfetta, Cerignola, Cuneo, Benevento, Moncalieri, Foligno, Agrigento, Tivoli, Trapani, Trani, Montesilvano, Modica, Bisceglie, Manfredonia e Bagheria.
Completano la lista, tra gli altri, Sanremo, Siena, Bitonto, Gallarate, Velletri, Pordenone, Avellino, Teramo, Civitavecchia, Portici, Rho, Acireale, Mazara del Vallo e Rovigo.
La ripartizione dei fondi tra i 70 comuni
Il finanziamento prevede una quota fissa di 15mila euro per ciascun comune, per un totale di 1 milione e 50mila euro. I restanti 450mila euro sono distribuiti in base alla popolazione, portando lo stanziamento complessivo a 1,5 milioni di euro.
Per i primi comuni in graduatoria, il contributo totale supera i 23mila euro. Varese riceverà 23.305,66 euro, mentre a Sesto San Giovanni sono destinati 23.284,63 euro e a Pozzuoli 22.925,35 euro.
Per gli ultimi comuni dell’elenco, gli importi complessivi si attestano poco sopra i 20mila euro. A Rovigo, in particolare, sono assegnati 20.249,08 euro.
La misura si inserisce nelle attività promosse dal Ministero dell’Interno per rafforzare la prevenzione e il contrasto allo spaccio nelle aree scolastiche, attraverso la collaborazione tra amministrazioni comunali, Polizia locale, istituti scolastici e famiglie.