La Lega torna a intervenire sul tema della legittima difesa con una nuova proposta destinata a far discutere. Il partito ha infatti presentato in Senato un disegno di legge che punta a impedire a chi commette determinati reati di ottenere un risarcimento per i danni subiti durante la propria azione criminale.

L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la tutela delle vittime, introducendo nel Codice civile un principio secondo cui la condotta dell'aggressore interrompe il nesso di causalità e, di conseguenza, esclude qualsiasi responsabilità della persona aggredita per i danni riportati dal criminale.

Secondo i promotori del provvedimento, la norma riguarderebbe casi come furti, rapine, violazioni di domicilio e altre situazioni nelle quali il responsabile del reato, pur avendo agito illegalmente, possa successivamente chiedere un risarcimento civile nei confronti della vittima.

La proposta è stata annunciata dai senatori della Lega Massimiliano Romeo ed Erika Stefani, che la definiscono un ulteriore passo avanti rispetto alla riforma della legittima difesa approvata nel 2019. L'intenzione è quella di affermare un principio considerato di buon senso: chi decide volontariamente di commettere un reato non dovrebbe poter trasferire sugli altri le conseguenze economiche della propria scelta.

Il disegno di legge dovrà ora iniziare il suo iter parlamentare. Solo dopo l'esame delle Commissioni e l'eventuale approvazione di Camera e Senato potrà diventare legge. È prevedibile che il testo alimenti un acceso confronto politico e giuridico: da una parte chi ritiene necessario rafforzare la tutela delle vittime dei reati, dall'altra chi potrebbe sollevare dubbi sulla compatibilità della norma con i principi generali del diritto civile e costituzionale.

Il tema, come già avvenuto in passato con la riforma della legittima difesa, si annuncia destinato a dividere maggioranza e opposizione e ad accendere il dibattito pubblico nelle prossime settimane.