Maria Sofia Federico torna al centro del dibattito pubblico con una riflessione sull’antinatalismo e sulla scelta di avere figli. Al centro della discussione, alcune parole pronunciate in un video diventate virali sui social network.

Nel filmato, Federico affrontava il tema della possibilità che una persona, una volta nata, possa essere esposta a malattie, sofferenza e morte, sostenendo una posizione fortemente critica nei confronti della scelta di procreare.

«Se a tuo figlio viene il cancro è colpa tua perché lo hai messo al mondo, sapendo di non poterlo proteggere dalla malattia. Riprodursi è un atto crudele», affermava nel video.

L’espressione utilizzata, tuttavia, è stata successivamente oggetto di una precisazione da parte della stessa Federico. Nella caption associata al contenuto, ha spiegato che parlare di «colpa» non restituisce pienamente il suo pensiero, dal momento che la sua posizione filosofica non contempla il libero arbitrio.

Secondo questa impostazione, le persone non sarebbero titolari di un vero e proprio «merito» o di una «colpa» rispetto alle proprie azioni. Il punto sollevato da Federico sarebbe quindi differente: chi decide di diventare genitore sceglie di dare origine a una nuova persona pur essendo consapevole di non poterla proteggere integralmente dalle esperienze dolorose che possono accompagnare l'esistenza.

La riflessione si inserisce nel più ampio tema dell’antinatalismo, corrente di pensiero che mette in discussione la scelta di generare nuovi individui, anche in considerazione della possibilità che la vita comporti inevitabilmente sofferenza, malattia e morte.

Federico ha inoltre chiarito di aver scelto consapevolmente un linguaggio particolarmente diretto e provocatorio. L’obiettivo, secondo quanto spiegato nella caption, era introdurre il tema in maniera immediata, evitando di appesantire l’apertura del video con una spiegazione filosofica più articolata.

Nonostante la successiva rimozione del filmato, le dichiarazioni hanno continuato a circolare online, alimentando reazioni e discussioni sulla responsabilità dei genitori, sui limiti della possibilità di proteggere i propri figli e, più in generale, sul significato stesso della scelta di procreare.

La stessa Federico ha infine espresso l’auspicio che la discussione possa spingere alcune persone ad avvicinarsi alle posizioni antinataliste. Un’affermazione che ha contribuito a mantenere vivo il confronto, tra chi considera la procreazione una scelta legata alla possibilità di offrire un’esistenza ricca di esperienze e chi, invece, ne evidenzia i rischi e l’inevitabile esposizione alla sofferenza.