Un semaforo deformato, quasi colato su se stesso, con la didascalia "A Verona fa così caldo che si sciolgono i semafori". Il video, pubblicato il 24 giugno su Instagram da Jhonny Puttini, 35enne di Bovolone, ha raccolto in pochi giorni 1,6 milioni di visualizzazioni, ha varcato i confini italiani ed è arrivato fino in Giappone, presentato come simbolo dell'ondata di calore che sta colpendo l'Europa.
La realtà è diversa, secondo quanto ricostruito da Open e Veneto Today. Il semaforo di Lugagnano, sulla direttrice Verona-Sona, non si è sciolto per il caldo meteorologico, ma per l'incendio di un'automobile avvenuta proprio in corrispondenza dell'impianto la sera del 23 giugno. Le fiamme hanno raggiunto il semaforo, deformandolo in modo evidente. I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto, mentre la polizia locale ha gestito il traffico nella zona. I segni del rogo erano ancora visibili nei giorni successivi. Il video, spiega Puttini, era uno scherzo, ma non tutti lo hanno capito.
Dal Veneto al Giappone
Con le temperature record di questi giorni, l'immagine di un semaforo "sciolto" sembrava perfettamente plausibile. La notizia è stata rilanciata da testate spagnole e turche, e ha raggiunto il Giappone. Un telegiornale spagnolo ha commentato le immagini con la frase: "Se pensavate di aver visto tutto con l'ondata di caldo, guardate come sta soffrendo l'arredo urbano", riporta Il Baco da Seta. Il caldo c'era davvero, ma quello che aveva piegato il semaforo era il fuoco, non il sole.
Il caso di Lugagnano mostra come un'immagine forte, inserita nel contesto sbagliato, possa diventare una notizia globale in poche ore. L'ondata di caldo ha fatto il resto.