Prima l'aggressione con l'acido, poi il ricovero e, infine, il decesso. È morto nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto Valerio, il 29enne rimasto gravemente ferito alcune settimane fa a Pomezia, dove era stato colpito al volto e al corpo con un liquido corrosivo dalla compagna al termine di una lite. Il giovane è deceduto all'ospedale dei Castelli (Noc), a Marino, dove era stato trasportato poche ore prima dopo essere stato trovato in strada in stato confusionale nella serata di venerdì scorso. I carabinieri, intervenuti a seguito di una segnalazione, sono stati poi informati della morte del ragazzo. Sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause del decesso e verificare l'eventuale collegamento con le gravi lesioni riportate nell'aggressione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda era iniziata all'interno dell'appartamento di Pomezia dove la coppia conviveva. Un acceso litigio sarebbe poi degenerato sul pianerottolo dell'abitazione, dove la 29enne avrebbe afferrato una bottiglia contenente acido per scarichi, versandone il contenuto contro il compagno e colpendolo al volto, al collo e in altre parti del corpo. Le urla hanno richiamato l'attenzione dei vicini, che hanno allertato il 112.

I carabinieri della compagnia di Pomezia, intervenuti sul posto, durante la perquisizione dell'abitazione hanno sequestrato una bottiglia di acido professionale ritenuta compatibile con quella utilizzata nell'aggressione. Il giovane era stato trasportato in codice rosso al reparto Grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove gli erano state diagnosticate ustioni di terzo grado e lesioni permanenti al volto e al collo. Dopo le prime cure aveva però deciso di lasciare il nosocomio, rifiutando gli interventi chirurgici programmati, e nei giorni successivi risultava irreperibile fino al nuovo ricovero avvenuto nelle ore precedenti alla morte.

Nei giorni successivi all'aggressione il 29enne aveva raccontato sui social quanto accaduto, pubblicando alcune fotografie delle ferite riportate. "Sfregiato a vita con l'acido dall'amore della mia vita. Non potrò mai più sposarmi così, eri la mia vita, il mio amore puro", aveva scritto in un post, aggiungendo: "Sei troppo bello per farti guardare. È finita per me". In un altro messaggio aveva raccontato di essere comunque "innamorato ancora follemente" della compagna, "ma la violenza sulle donne e sugli uomini deve terminare". Nei giorni scorsi su Facebook scriveva anche del desiderio di partecipare alla festa per il centenario del Napoli: "Spero solo di essere presente".

La donna, italiana, già nota alle forze dell'ordine e sottoposta in passato alla messa alla prova con lavori di pubblica utilità, era stata arrestata con l'accusa di deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso. Il giudice per le indagini preliminari aveva successivamente convalidato il provvedimento disponendo nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da questa abitualmente frequentati, con l'obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri.