Una notte pazzesca a New York, una battaglia di cinque set e un risultato che fa rumore anche a migliaia di chilometri dall'Arthur Ashe Stadium. Ben Shelton elimina Carlos Alcaraz nei quarti di finale degli US Open e, indirettamente, strappa un sorriso anche a Jannik Sinner. L'azzurro è fermo, non ha disputato Cincinnati e neppure lo Slam americano, ma continua a guardare tutti dall'alto della classifica mondiale.

Shelton ha battuto Alcaraz al termine di una maratona conclusa con il punteggio di 6-7(5), 6-1, 6-3, 1-6, 7-6(7), conquistando il super tie-break del quinto set per 10-7.

Una partita semplicemente folle.

Alcaraz parte meglio e conquista un primo set equilibratissimo al tie-break, chiuso 7-5. La risposta di Shelton è devastante: l'americano travolge lo spagnolo 6-1 nel secondo e continua a spingere nel terzo, portato a casa 6-3.

Quando l'impresa sembra cominciare a prendere forma, però, arriva la reazione del campione. Alcaraz domina il quarto set 6-1 e rimette completamente in equilibrio la partita.

Tutto si decide così al quinto.

Nessuno dei due riesce a spezzare definitivamente l'equilibrio e si arriva sul 6-6. A quel punto non c'è più spazio per calcoli: super tie-break ai dieci punti per decidere chi continuerà gli US Open.

Shelton regge la pressione, gioca senza paura e chiude 10-7, facendo esplodere il pubblico americano e conquistando la semifinale, dove troverà Frances Tiafoe.

Per Alcaraz è una sconfitta pesantissima anche perché arrivata nel torneo che avrebbe potuto rappresentare la consacrazione del suo ritorno.

Lo spagnolo era infatti rientrato agli US Open dopo quasi cinque mesi senza disputare un torneo ufficiale. L'ultima apparizione risaliva ad aprile, prima dello stop per il problema al polso destro. Nonostante la lunga inattività, a New York aveva immediatamente ritrovato ritmo e risultati, arrivando ai quarti con appena un set lasciato per strada. Poi sulla sua strada è comparso Shelton.

E inevitabilmente il pensiero corre anche a Jannik Sinner. Il numero uno del mondo sta vivendo una situazione quasi paradossale. Il problema al ginocchio destro lo ha costretto a saltare Cincinnati e successivamente gli US Open. Non gioca una partita ufficiale da Wimbledon e, al momento, non è stata ancora fissata con certezza la data del suo ritorno nel circuito.

Eppure Jannik resta lassù. È importante chiarire un punto: Alcaraz non avrebbe potuto superare Sinner in classifica neppure vincendo gli US Open. Il margine costruito dall'italiano era troppo ampio. La sconfitta dello spagnolo, quindi, non "salva" il numero uno di Sinner, che non era realmente in pericolo a New York.

Fa però qualcosa di altrettanto importante: impedisce ad Alcaraz di sfruttare fino in fondo l'assenza dell'italiano per ridurre sensibilmente il distacco. Ed è probabilmente questa la notizia migliore per Jannik.

Sinner sta attraversando uno dei periodi più delicati della sua stagione e può permettersi di pensare prima di tutto al recupero fisico. Niente corse contro il tempo, niente necessità di rientrare per difendere immediatamente il primato. Gli inseguitori stanno giocando, mentre lui è fermo, ma il patrimonio costruito nei mesi precedenti continua a proteggerlo.

Alcaraz aveva negli US Open una grande occasione per mettere altri punti pesanti in cascina e accorciare ulteriormente le distanze. Shelton gliel'ha tolta dopo cinque set e una notte destinata a restare nella storia di Flushing Meadows.

Shelton vola in semifinale. Alcaraz torna a casa e Jannik, da lontano, può sorridere.