Jannik Sinner può tirare un sospiro di sollievo: il numero uno del mondo resterà nelle sue mani almeno fino al torneo di Vienna. A consegnare all’azzurro la certezza matematica è stato Novak Djokovic, capace di eliminare Alexander Zverev nei quarti di finale dell’ATP 500 di Pechino dopo una battaglia durata due ore e 35 minuti. Il serbo ha rimontato il tedesco imponendosi 4-6, 6-4, 6-4 e, oltre a conquistare la semifinale del China Open, ha indirettamente fatto un enorme favore a Sinner, fermando l’unico giocatore che avrebbe potuto approfittare dell’assenza dell’italiano per strappargli immediatamente la vetta della classifica mondiale.
I numeri spiegano perfettamente la situazione. Sinner guida il ranking ATP con 11.000 punti, davanti a Zverev, salito a 9.720, mentre Carlos Alcaraz è molto più distante al terzo posto. Il tedesco aveva davanti una strada estremamente complicata ma ancora possibile: per scavalcare Jannik durante la trasferta asiatica avrebbe dovuto vincere sia Pechino sia il Masters 1000 di Shanghai. Djokovic ha cancellato la prima condizione e, di conseguenza, anche un eventuale trionfo di Zverev a Shanghai non sarebbe più sufficiente per portarlo immediatamente al numero uno.
Per Sinner si tratta di una notizia particolarmente importante perché arriva nel momento più delicato della sua stagione. L’azzurro non disputa un incontro ufficiale dalla finale di Wimbledon vinta a luglio proprio contro Zverev ed è ancora alle prese con il problema al ginocchio che lo ha costretto a saltare tutta la parte successiva del calendario. Dopo aver rinunciato anche a Pechino, Jannik ha ufficializzato il forfait al Masters 1000 di Shanghai, torneo in programma dal 7 al 18 ottobre, spiegando di non essere ancora nelle condizioni di tornare in campo. La sua ultima partita resta quindi quella giocata sull’erba londinese quasi tre mesi fa.
Il primato mondiale è però salvo per le prossime settimane. Dopo Shanghai, Sinner e Zverev perderanno entrambi i 50 punti conquistati un anno fa nel torneo cinese e anche nell’ipotesi di un successo del tedesco nel Masters 1000 il sorpasso non potrebbe concretizzarsi. La partita per il numero uno si trasferirà così sul cemento indoor europeo e soprattutto a Vienna, dove Sinner è campione in carica e deve difendere 500 punti.
Proprio la presenza dell’azzurro in Austria resta il grande interrogativo. Il torneo comincerà il 26 ottobre e, al momento, Sinner non ha ancora sciolto definitivamente i dubbi legati alle condizioni del ginocchio. Se riuscirà a rientrare, avrà immediatamente l’opportunità di difendere sul campo la propria leadership; in caso contrario, la pressione aumenterà perché nella parte conclusiva della stagione Jannik dovrà proteggere un bottino molto pesante accumulato nel 2025.
Il calendario, infatti, presenta tre appuntamenti determinanti: Vienna, il Masters 1000 di Parigi e le ATP Finals di Torino. Sinner arriva da campione in carica in tutti e tre e complessivamente ha 3.000 punti da difendere tra i 500 dell’Austria, i 1.000 di Parigi e i 1.500 conquistati alle Finals. Zverev, al contrario, avrà una cambiale decisamente più leggera e potrà quindi tornare all’attacco della vetta nelle ultime settimane dell’anno.
Intanto, però, il verdetto di Pechino è inequivocabile. Zverev aveva nelle proprie mani la possibilità di costruire il sorpasso durante la tournée asiatica e Djokovic gliel’ha tolta con una rimonta che pesa ben oltre la qualificazione alla semifinale. Sinner, pur senza scendere in campo e mentre continua il recupero dal problema al ginocchio, conserverà così il trono mondiale almeno fino al primo novembre e raggiungerà almeno 95 settimane complessive da numero uno ATP. Il primo assalto di Zverev è fallito: la battaglia per chiudere il 2026 davanti a tutti, invece, è ancora completamente aperta.