Il centrosinistra è avanti, ma il vantaggio sul centrodestra resta inferiore a un punto percentuale. Giorgia Meloni conserva una fiducia superiore a quella riconosciuta ai suoi ministri, mentre servizi pubblici e difficoltà economiche rappresentano i principali punti deboli dell’esecutivo. È il quadro che emerge dal Radar SWG del 19-25 ottobre, con le intenzioni di voto aggiornate al 26 ottobre 2026.

L’aggregazione di centrosinistra indicata nel rapporto raggiunge il 44,9%, contro il 44,1% del centrodestra: uno scarto di appena otto decimi, che fotografa una competizione aperta senza consentire previsioni sull’esito delle urne. Fratelli d’Italia mantiene nettamente il primato con il 29,3%, seguito dal Partito Democratico al 20,6% e dal Movimento 5 Stelle al 12,4%. Forza Italia si attesta al 7,4%, Alleanza Verdi-Sinistra al 6,3% e la Lega al 5,4%.

Fuori dalle coalizioni, Futuro Nazionale viene rilevato al 5,6%, mentre Azione con Spazio P. raggiunge il 3,1%. Resta consistente la quota di chi non esprime una scelta, pari al 30%. Sul piano del giudizio politico, il 41% degli intervistati considera efficace l’azione del Governo, un livello sostanzialmente stabile attorno al 40% da oltre due anni.

Il consenso è però fortemente polarizzato: sale al 94% tra gli elettori di FdI e al 77% nel resto del centrodestra, scendendo al 9% tra quelli di centrosinistra. La fiducia personale nella presidente del Consiglio raggiunge il 41%, due punti in più rispetto all’ottobre 2025. La squadra dei ministri, valutata separatamente dalla premier, si ferma invece al 32%, in calo di quattro punti su base annua, mentre il 68% esprime un giudizio poco o per niente favorevole.

Tra i punti di forza dell’esecutivo, gli intervistati indicano soprattutto la politica estera e la difesa degli interessi italiani, citate dal 23%, seguite dalla gestione dei conti pubblici al 19%. Le criticità si concentrano sui servizi, a partire da sanità e scuola, segnalati dal 40%, e sugli interventi a sostegno del potere d’acquisto, indicati dal 27%.

Anche la risposta alle violenze durante le manifestazioni divide: soltanto il 12% la considera efficace e appropriata, mentre il 42% riconosce un’efficacia limitata all’emergenza e il 39% la giudica inefficace. Ne emerge un Governo ancora sostenuto dalla propria base elettorale, con una leadership personale più forte della reputazione della squadra. Le intenzioni di voto sono state rilevate tra il 21 e il 26 ottobre su 1.200 maggiorenni; le valutazioni sull’esecutivo tra il 21 e il 23 ottobre su un campione di 800 persone.