Flessione contenuta per le principali forze politiche, costante progressione dei movimenti emergenti e sostanziale tenuta degli equilibri complessivi tra gli schieramenti. È il quadro delineato dall'ultima indagine demoscopica realizzata dall'istituto BiDiMedia s.r.l., che evidenzia un ridimensionamento del consenso per i vertici dell'Esecutivo e per i partiti di maggior rilievo rispetto alle rilevazioni dello scorso mese.
Per quanto riguarda le intenzioni di voto rivolte alle singole liste, Fratelli d’Italia si conferma la prima forza politica del Paese pur cedendo mezzo punto e attestandosi al 26,2%. Analoga battuta d'arresto si registra nel campo delle opposizioni per il Partito Democratico, che arretra al 21,4% con una flessione di quattro decimali, e per il Movimento 5 Stelle, che scende al 12,0% lasciando sul terreno due decimali.
Nel perimetro della maggioranza di governo, a fronte della stabilità di Forza Italia che si posiziona al 7,2% con una variazione minima di un decimale, si evidenzia il marcato rafforzamento di Futuro Nazionale – Vannacci. La formazione guidata dal generale guadagna infatti 0,9 punti e si porta al 7,1%, arrivando a ridosso del partito azzurro. Prosegue invece il trend ribassista della Lega, che arretra al 5,2% perdendo mezzo punto percentuale.
Nelle altre aree dell'arco parlamentare, l'Alleanza Verdi e Sinistra registra un lieve incremento salendo al 6,6%, mentre Azione si attesta al 3,0% con un guadagno di un decimale. In flessione si trova Casa Riformista – Italia Viva, che scende al 2,2% perdendo due decimali. Tra le formazioni a minore consistenza percentuale si rilevano piccoli segnali positivi per Sud Chiama Nord, che sale all'1,2%, e per Più Europa, attestata all'1,1%. Avanza dell'0,5% Progetto Civico Italia, che raggiunge la soglia dell'1,0% spinto dagli effetti dell'accordo politico tra Onorato e La Vardera. Si attestano allo 0,9% sia Noi Moderati, in crescita di tre decimali, sia il Partito Liberaldemocratico, in calo di un decimale. Nella fascia compresa tra lo 0,5% e lo 0,7% si posizionano Potere al Popolo allo 0,7%, l'UDC e Ora! allo 0,6%, l'Avanti PSI confermato allo 0,6% e Rifondazione Comunista allo 0,5%.
Sotto il profilo dei rapporti di forza tra i blocchi, calcolati mediante la somma aritmetica delle singole componenti, la coalizione di Centrodestra allargata all'apporto di Futuro Nazionale mantiene il primato attestandosi al 47,2%, in aumento di due decimali. Il Campo Largo si conferma la prima alternativa d'opposizione, rimanendo stabile al 44,9%. L'impatto della lista di Vannacci risulta tuttavia determinante negli equilibri interni al perimetro di governo: valutata senza il contributo di Futuro Nazionale, l'alleanza di Centrodestra tradizionale scenderebbe infatti al 40,1%, registrando un calo di sette decimali. Un'ipotetica aggregazione tra Azione e il Partito Liberaldemocratico si stabilizzerebbe invece al 3,9%.
L'indagine demoscopica misura parallelamente il livello di gradimento verso le istituzioni, mostrando segnali di flessione rispetto a metà luglio. La fiducia personale nella Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scende al 35%, accusando un calo di un punto percentuale. Il dato sintetizza il 17% di cittadini che esprime molta fiducia e il 18% che ne dichiara abbastanza, a fronte di una quota del 40% che afferma di non riporre alcuna fiducia nella premier.
L'analisi disaggregata per appartenenza politica evidenzia come la premier conservi un consenso plebiscitario tra gli elettori di Centrodestra al 94% e raccolga il 66% delle preferenze tra i sostenitori di Futuro Nazionale, mentre il gradimento risulta marginale tra chi vota per il Centrosinistra e per il Movimento 5 Stelle, registrando inoltre una contrazione tra l'elettorato di Centro, dove si ferma al 23%.
Parallelamente, la fiducia nell'operato del Governo Meloni retrocede al 32%, evidenziando un calo di un punto, con il 39% degli intervistati che dichiara una totale mancanza di fiducia nell'Esecutivo. La compagine di governo conserva il sostegno del 90% degli elettori di Centrodestra e del 53% dei votanti di Futuro Nazionale, mentre arretra al 16% nella fascia moderata di Centro.
Infine, sul versante della partecipazione democratica, l'affluenza stimata alle urne si mantiene stabile nella forchetta compresa tra il 55% e il 59%. Resta invariata al 23% la quota di elettori indecisi, mentre si registra un contenuto incremento per le schede bianche e nulle, che salgono al 2,2%.Flessione contenuta per le principali forze politiche, costante progressione dei movimenti emergenti e sostanziale tenuta degli equilibri complessivi tra gli schieramenti. È il quadro delineato dall'ultima indagine demoscopica realizzata dall'istituto BiDiMedia s.r.l., che evidenzia un ridimensionamento del consenso per i vertici dell'Esecutivo e per i partiti di maggior rilievo rispetto alle rilevazioni dello scorso mese.
Per quanto riguarda le intenzioni di voto rivolte alle singole liste, Fratelli d’Italia si conferma la prima forza politica del Paese pur cedendo mezzo punto e attestandosi al 26,2%. Analoga battuta d'arresto si registra nel campo delle opposizioni per il Partito Democratico, che arretra al 21,4% con una flessione di quattro decimali, e per il Movimento 5 Stelle, che scende al 12,0% lasciando sul terreno due decimali.
Nel perimetro della maggioranza di governo, a fronte della stabilità di Forza Italia che si posiziona al 7,2% con una variazione minima di un decimale, si evidenzia il marcato rafforzamento di Futuro Nazionale – Vannacci. La formazione guidata dal generale guadagna infatti 0,9 punti e si porta al 7,1%, arrivando a ridosso del partito azzurro. Prosegue invece il trend ribassista della Lega, che arretra al 5,2% perdendo mezzo punto percentuale.
Nelle altre aree dell'arco parlamentare, l'Alleanza Verdi e Sinistra registra un lieve incremento salendo al 6,6%, mentre Azione si attesta al 3,0% con un guadagno di un decimale. In flessione si trova Casa Riformista – Italia Viva, che scende al 2,2% perdendo due decimali. Tra le formazioni a minore consistenza percentuale si rilevano piccoli segnali positivi per Sud Chiama Nord, che sale all'1,2%, e per Più Europa, attestata all'1,1%. Avanza dell'0,5% Progetto Civico Italia, che raggiunge la soglia dell'1,0% spinto dagli effetti dell'accordo politico tra Onorato e La Vardera. Si attestano allo 0,9% sia Noi Moderati, in crescita di tre decimali, sia il Partito Liberaldemocratico, in calo di un decimale. Nella fascia compresa tra lo 0,5% e lo 0,7% si posizionano Potere al Popolo allo 0,7%, l'UDC e Ora! allo 0,6%, l'Avanti PSI confermato allo 0,6% e Rifondazione Comunista allo 0,5%.
Sotto il profilo dei rapporti di forza tra i blocchi, calcolati mediante la somma aritmetica delle singole componenti, la coalizione di Centrodestra allargata all'apporto di Futuro Nazionale mantiene il primato attestandosi al 47,2%, in aumento di due decimali. Il Campo Largo si conferma la prima alternativa d'opposizione, rimanendo stabile al 44,9%. L'impatto della lista di Vannacci risulta tuttavia determinante negli equilibri interni al perimetro di governo: valutata senza il contributo di Futuro Nazionale, l'alleanza di Centrodestra tradizionale scenderebbe infatti al 40,1%, registrando un calo di sette decimali. Un'ipotetica aggregazione tra Azione e il Partito Liberaldemocratico si stabilizzerebbe invece al 3,9%.
L'indagine demoscopica misura parallelamente il livello di gradimento verso le istituzioni, mostrando segnali di flessione rispetto a metà luglio. La fiducia personale nella Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, scende al 35%, accusando un calo di un punto percentuale. Il dato sintetizza il 17% di cittadini che esprime molta fiducia e il 18% che ne dichiara abbastanza, a fronte di una quota del 40% che afferma di non riporre alcuna fiducia nella premier.
L'analisi disaggregata per appartenenza politica evidenzia come la premier conservi un consenso plebiscitario tra gli elettori di Centrodestra al 94% e raccolga il 66% delle preferenze tra i sostenitori di Futuro Nazionale, mentre il gradimento risulta marginale tra chi vota per il Centrosinistra e per il Movimento 5 Stelle, registrando inoltre una contrazione tra l'elettorato di Centro, dove si ferma al 23%.
Parallelamente, la fiducia nell'operato del Governo Meloni retrocede al 32%, evidenziando un calo di un punto, con il 39% degli intervistati che dichiara una totale mancanza di fiducia nell'Esecutivo. La compagine di governo conserva il sostegno del 90% degli elettori di Centrodestra e del 53% dei votanti di Futuro Nazionale, mentre arretra al 16% nella fascia moderata di Centro.
Infine, sul versante della partecipazione democratica, l'affluenza stimata alle urne si mantiene stabile nella forchetta compresa tra il 55% e il 59%. Resta invariata al 23% la quota di elettori indecisi, mentre si registra un contenuto incremento per le schede bianche e nulle, che salgono al 2,2%.