In tutte le epoche e in tutti i paesi del mondo, gli uomini si sono concessi grande piacere di bere compagnia. […] se sia più saggio che l'essere umano continui a indulgere in piaceri di questo genere, o se invece sia meglio che se ne astenga non è certamente nostro compito deciderlo. Preferiamo lasciare che delle questioni morali si occupino i filosofi. Noi vogliamo semplicemente far rilevare che il piacere di bere in compagnia è universale.
Così inizia la prefazione de Il manuale del vero gaudente di Jerry Thomas, la quale prima edizione risale al 1862; oggi si parla quindi di cocktail e club.


Negli ultimi anni, in Italia, sta prendendo piede una moda che risale all'inizio del Novecento, una tendenza nel mondo beverage che, nel passato, nasce per necessità e non per moda: gli speakeasy.

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Tra il 1920 e il 1933 tramite la messa in vigore del Volstead Act e del XVIII emendamento vennero banditi in America gli alcolici portando allo sviluppo conseguente del mercato nero, del contrabbando e del gangsterismo guidato da Al Capone. Come conseguenza a questo ambiente ostile iniziarono a nascere gli speakeasy, club nascosti nei quali si poteva accedere solo tramite parola d'ordine, dove si poteva bere tranquillamente.

In Italia un tale periodo non c'è mai stato, ma il fascino del proibito ha sempre fatto presa sul cliente. Dal 2010 ad oggi sono molte le realtà di private bar comparse nel bel paese, è proprio dal 2010 che il mondo della miscelazione si apre ad un'altra strada, che mette al centro il barman ed il drink, togliendosi dal contorno e diventando protagonisti di una nuova corrente.

Si comincia, come all'inizio del secolo scorso, la riscoperta e l'utilizzo di ricette classiche e si studia la qualità del prodotto e della materia prima; nasce una nuova narrazione fatta di prodotti freschi, preparazioni fatte in casa e distillati rari o meno conosciuti, l'esperienza del cliente va oltre il bere qualcosa, gustare un cocktail diventa un racconto cucito addosso al cliente.

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E’ in questo ambiente che nel 2010 apre nella capitale italiana in Vicolo Cellini 30, Jerry Thomas Speakeasy con uno stile fedele a quello del proibizionismo, ferma maniche per i barman, tappeti e luci soffuse che trasportano il fruitore in un'altra epoca, è il capostipite di una tendenza ancora in crescita, a Milano il primo speakeasy apre nel 2013, 1930 Cocktail Bar che, come ci si aspetta da un locale del genere della città meneghina ha il fascino della vecchia Milano, e fa storia per quanto riguarda l’esclusività.

Aprono poi a Roma Club Derrière, dallo stile bohémien, Argot a Campo de’ Fiori, dall’atmosfera retrò, a Milano sorge Back Door 43, il bar più piccolo al mondo e poi L’antiquario a Napoli, il Rasputin a Firenze ed il Malkovich a Genova.

L’atmosfera ricercata dentro questi locali, con qualche variazione sul tema ovviamente, è sempre la stessa, ambientazione tra gli anni ’20 e ’40, velluti rossi, tappeti, pianoforti e luci soffuse, cambiando le ambientazioni dalla Russia alle officine passando per gli antiquari ed i barbieri.

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Ci sono poi delle eccezioni, come in Sottovoce Speakeasy a Bergamo, che sorge all'interno di una chiesa sconsacrata del 1400 immerso negli affreschi cattolici dell’epoca o REM a Trastevere che analizza e propone drink in base alle fasi del sonno, il tutto avvolti da led colorati e musica contemporanea.

L'Italia negli ultimi anni si sta facendo conoscere anche a livello internazionale per quanto riguarda la miscelazione; con nove locali presenti nella Top 50 europea (quasi il 20% del totale) e quattro realtà nella Top 50 globale.

Una dimensione tutta italiana che deve essere ancora scoperta nel grande pubblico ma già nei cuori degli addetti ai lavori; un mondo da scoprire e presentare anche settimana per settimana.