Da un grande potere derivano grandi responsabilità.
Questo il motto che ha accompagnato Spider-Man per decenni, ed è proprio da qui che riparte il nuovo capitolo della saga con Tom Holland, nei cinema dal 2017 a questa parte volto definitivo dell’arrampicamuri.
Il film si apre su un mondo che ha dimenticato Peter Parker, ma non Spider-Man. Un paradosso crudele: la maschera è ancora un simbolo, l’uomo dietro di essa è un fantasma. Senza amici, senza famiglia, senza una casa vera, Peter ha fatto della lotta al crimine la sua unica missione. La città dorme più tranquilla, ma lui no. Vive di pattuglie notturne, di ferite che si rimarginano male e di silenzi.
Finché non arriva lo scontro con qualcosa di diverso dal solito supercriminale. Un’entità che sembra invincibile, ma soprattutto inafferrabile. Non si combatte a pugni. Si combatte a colpi di identità, di memorie, di scelte. Ed è proprio qui che il film trova la sua forza: costringe Peter a fermarsi e a chiedersi chi è quando toglie la maschera.
Si arriva così a un’evoluzione inevitabile. Non è più il ragazzo prodigio che impara a lanciare ragnatele. È un adulto che deve ricostruire se stesso. Una crescita dolorosa che gli permette di riprendere consapevolezza della propria identità, del peso delle sue responsabilità e del valore delle persone che, anche se il mondo le ha dimenticate, meritano di essere protette.
Chi scrive ammette di non aver seguito con continuità il percorso del personaggio negli ultimi anni, ma Brand New Day funziona anche per questo: è un grande ritorno al passato e, allo stesso tempo, un nuovo inizio. Il titolo non è casuale. Riporta alla mente dei più nostalgici l’era di Tobey Maguire: quello spaesamento, quel conflitto interno tra vita normale e dovere eroico, quella New York che sembra sempre sul punto di crollare ma che trova in un ragazzo in calzamaglia la sua speranza.
È uno Spider-Man più vicino all’immaginario comune. Meno CGI da blockbuster, più cuore. Meno battute di contorno, più umanità. Anche chi non mastica fumetti Marvel da una vita ritrova qui un eroe familiare: goffo, testardo, ironico quando serve, devastato quando deve esserlo.

Il film resta comunque un cinecomic a tutti gli effetti: divertente, pieno di azione coreografata bene e con sequenze che sfruttano la verticalità della città in modo spettacolare. Ma questa volta non mancheranno le lacrime. Perché quando Peter capisce cosa significa davvero “grande responsabilità”, lo spettatore lo capisce con lui.
Brand New Day non prova a reinventare Spider-Man. Fa qualcosa di più difficile: lo riporta alle origini emotive, senza rinunciare alla modernità di Holland. Il risultato è un film sul supereroe forse più amato da grandi e piccoli, che riesce a farci ridere, trattenere il fiato e commuovere nello stesso arco narrativo. E forse è proprio questo il vero potere di Spider-Man.