Tre statue di ghiaccio sciolte al sole davanti al Colosseo come protesta per il cambiamento climatico. È stata questa l'iniziativa di Greenpeace di questa mattina, un'installazione simbolica composta da tre statue di ghiaccio realizzata e posizionata a pochi metri dall'Anfiteatro Flavio nell'ambito della Giornata europea dedicata alle vittime della crisi climatica. L'iniziativa, promossa da Greenpeace Italia, ha voluto richiamare l'attenzione sugli effetti dell'aumento delle temperature sulle categorie professionali maggiormente esposte al caldo estremo.

Le sculture, lasciate sciogliere sotto il sole, rappresentavano una lavoratrice agricola, un addetto dell'edilizia e un rider, figure indicate dagli organizzatori tra quelle più vulnerabili alle ondate di calore. Accanto all'installazione era esposto un cartello con la scritta: "Le aziende fossili si arricchiscono, noi ci squagliamo".

A rilanciare l'iniziativa è anche la Cgil, che insieme a Greenpeace chiede all'esecutivo di accelerare il superamento delle fonti fossili attraverso un piano di uscita dal gas entro il 2035, di introdurre una tassazione stabile sugli extraprofitti delle imprese del comparto petrolifero e del gas per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili e di adottare interventi a tutela dei lavoratori maggiormente esposti e della popolazione dagli effetti della crisi climatica.

"La crescita degli episodi di caldo estremo non può più essere affrontata come un fenomeno straordinario, ma richiede misure strutturali", afferma la segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David. Tra le proposte indicate dal sindacato figurano l'introduzione di una cassa integrazione obbligatoria nelle ore caratterizzate dalle temperature più elevate, una diversa organizzazione degli orari di lavoro, anche per i rider, e interventi per climatizzare gli ambienti lavorativi al chiuso. Re David ribadisce inoltre la necessità di destinare parte delle risorse derivanti dalla tassazione dei profitti delle imprese, comprese quelle del settore fossile, al sostegno della transizione energetica.

Sui dati relativi agli effetti delle alte temperature interviene anche Simona Abbate, responsabile della campagna Clima ed Energia di Greenpeace Italia, che richiama il bilancio di circa 200 mila decessi registrati in Europa negli ultimi quattro anni a causa del caldo estremo. Secondo Abbate, è necessario applicare il principio "chi inquina paga" e attribuire precise responsabilità alle industrie dei combustibili fossili e alle politiche energetiche che continuano a farvi ricorso.