Ci sono tre motivi per i quali una ragazza d’estate potrebbe indossare degli stivali alti.
Il primo è meteorologico, un acquazzone estivo che coglie di sorpresa, fuori piove ma fa comunque caldo quindi, stivale per non bagnarsi e pantaloni corti.

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Il secondo è funzionale, una festa in campagna in mezzo al niente, una sagra di paese, dove magari la polvere si alza ed i sassolini entrano nei sandali; è qui che si opta per uno stivale o per un anfibio per necessità e spesso una gonna, in caso i bagni chimici siano particolarmente affollati.
Il terzo motivo è appartenenza.

Negli ultimi giorni ci sono stati due concerti quello di Bad Bunny e di The Weekend che hanno portato alla luce questa terza motivazione. Il codice di abbigliamento comprendeva micro-top, minigonne o shorts e rigorosamente texani alti, se per chi avesse avuto i posti nel prato, la scelta sarebbe stata più che lecita, non lo era per chi i biglietti li aveva comprati per gli spalti.

Una scelta quella delle fan, di appartenenza, per non sentirsi diverse; tutti ci sono passati, il pantalone a vita bassa, le Timberland o i risvolti.

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Qui nasce la domanda, quanto è importante sentirsi parte di qualcosa a discapito della comodità o banalmente, del meteo. In certe circostanze soprattutto quando si è giovani, adolescenti, sentirsi parte di qualcosa fa sentire visti, presenti, a volte, vivi, è essenziale per la propria vita sociale, a quell’età, ma perché non si riesce a far parte di qualcosa solo perché piace, perché non si riesce solo con una parte di codice ma soprattutto non se ne fa parte per accettazione esterna o per paure personali?

Spesso oggi per entrambi i motivi il codice è univoco, ancora non si accetta che a volte l’unicità e il diverso vadano bene lo stesso perché non si è ancora maturi abbastanza per capire che essere uguali a milioni di altri individui, tarpando le ali della propria unicità è peggio che esprimersi ed essere accettati per quello che si è; ma forse a quell’età è ancora giusto cosi.

E’ giusto avere foto che riviste dopo anni faranno pensare Mamma mia come mi conciavo, eravamo tutte uguali strappando un sorriso