Le elezioni parlamentari in Svezia si chiudono con un risultato ancora aperto e un margine ridottissimo tra i due principali schieramenti. Secondo i dati preliminari disponibili, il blocco di centrosinistra guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson è in vantaggio sull'alleanza di centrodestra del primo ministro uscente Ulf Kristersson. La coalizione di opposizione sarebbe al momento accreditata di 176 seggi sui 349 del Riksdag, contro i 173 del fronte di governo. Il conteggio, tuttavia, non è ancora definitivo e restano da verificare le schede tardive e quelle provenienti dall'estero.

Il voto si è svolto domenica 13 settembre, data fissata per le elezioni del Riksdag, contestualmente alle consultazioni per i consigli regionali e municipali. L'Autorità elettorale svedese ha precisato che il conteggio definitivo è iniziato il 14 settembre e che il risultato finale dovrebbe essere disponibile circa una settimana dopo le urne. Il nuovo Parlamento è invece convocato per il 28 settembre.

Al centro della sfida c'erano due blocchi politici. Da una parte i Socialdemocratici di Andersson insieme a Partito della Sinistra, Partito di Centro e Verdi; dall'altra l'area che sostiene Kristersson, composta da Moderati, Democratici Svedesi, Democratici Cristiani e Liberali. La distanza numerica emersa dallo scrutinio è particolarmente ridotta e rende ancora incerta la composizione della prossima maggioranza parlamentare.

Per i Socialdemocratici, pur risultando il partito più votato, il risultato presenta anche un elemento critico. Il partito di Andersson si è attestato poco sopra il 28 per cento, secondo i dati preliminari, registrando una flessione rispetto alle precedenti elezioni e il peggior risultato socialdemocratico da oltre un secolo, secondo le prime analisi sul voto. Nonostante il calo, la formazione rimane il principale perno del fronte progressista e Andersson punta a tornare alla guida del governo.

Uno degli elementi più significativi della consultazione riguarda invece i Democratici Svedesi, formazione nazional-conservatrice guidata da Jimmie Åkesson. Il partito, che negli ultimi anni aveva assunto un ruolo centrale nel sostegno parlamentare all'esecutivo di centrodestra, avrebbe perso terreno rispetto alle aspettative della vigilia, scendendo sotto il 18 per cento e finendo alle spalle dei Moderati. Il risultato ridimensiona le prospettive di un ingresso dei Democratici Svedesi direttamente nel governo, ipotesi che era stata al centro della campagna elettorale.

La questione migratoria, la sicurezza e la criminalità sono stati tra i principali temi della campagna elettorale. Negli ultimi anni la Svezia ha adottato una linea più restrittiva sull'immigrazione e il governo Kristersson ha legato una parte importante della propria agenda alla lotta contro la criminalità organizzata. Anche l'economia, il sistema di welfare e il costo della vita hanno avuto un ruolo rilevante nel confronto tra i partiti.

La possibile vittoria del centrosinistra non significa però che la formazione di un nuovo esecutivo sia automatica. Il margine parlamentare è infatti molto ristretto e le forze che compongono il fronte guidato da Andersson presentano posizioni differenti su alcuni dossier, a partire dalla politica fiscale e dall'immigrazione. La leader socialdemocratica dovrà quindi trovare un accordo con gli altri partiti necessari a garantire una maggioranza parlamentare stabile.

Anche sul fronte opposto il quadro resta complesso. Kristersson, che guida il governo dal 2022, non ha escluso la possibilità di cercare una soluzione alternativa qualora il conteggio definitivo modificasse gli attuali equilibri. La distanza di pochi seggi rende infatti possibile un lungo negoziato politico prima di arrivare alla formazione del nuovo esecutivo.

Il risultato conferma dunque una Svezia politicamente più frammentata rispetto al passato. La consultazione non ha prodotto un vincitore nettamente separato dagli altri, ma ha consegnato al centrosinistra un vantaggio provvisorio che potrebbe consentire ad Andersson di tentare il ritorno alla guida del Paese. Prima, però, sarà necessario attendere la conclusione dello scrutinio e verificare la distribuzione definitiva dei 349 seggi del Riksdag.