Scegliere lettere e numeri della propria targa sarà possibile anche in Italia, a pagamento. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri che mercoledì 28 ottobre ha approvato la manovra, presentando la novità come una nota di colore. "Ci si potrà più o meno sbizzarrire", ha detto la premier, precisando che la scelta avrà un costo e osservando che la creatività degli italiani potrebbe valere.
La possibilità non è nuova. Il Codice della strada in vigore la prevede dal 2002, ma non è mai stata attuata per l'assenza delle norme di attuazione. Lo schema di decreto legislativo sul nuovo Codice, approvato dal Cdm il 13 ottobre e ora all'esame di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari, la conferma e per la prima volta ne indica il prezzo.
Per una coppia di targhe auto, anteriore e posteriore, sono previsti 500 euro da versare al Poligrafico dello Stato, più una maggiorazione del 20%, pari a 100 euro, per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: in tutto 600 euro. Per le moto la targa posteriore costerebbe 300 euro, a cui si aggiungono 60 euro di maggiorazione, per un totale di 360 euro.
Oggi la sequenza deve essere di due lettere, tre numeri e due lettere. Il nuovo testo, osserva l'Aci, sembra consentire maggiore libertà, ma requisiti e limiti saranno definiti dal regolamento: non è ancora noto quali combinazioni saranno ammesse né quanti caratteri potrà avere la targa. Secondo quanto riportato, saranno escluse le combinazioni offensive, ambigue o fuorvianti e quelle già assegnate. La targa personalizzata resterà abbinata al veicolo e non al proprietario, e per le auto già immatricolate sembra possibile solo in caso di reimmatricolazione dopo furto, smarrimento o deterioramento della targa.
Secondo il calendario previsto dallo schema del nuovo Codice della strada, le disposizioni dovrebbero trovare applicazione dal 2028, ma l'effettiva disponibilità delle targhe personalizzate dipenderà dalle norme di attuazione. Dopo l'annuncio di Meloni è emersa anche l'ipotesi di anticipare la novità al 2027, intervenendo sulla normativa già vigente. Al momento, quindi, non c'è una data certa per l'avvio del servizio.