Una notte di terrore in Venezuela. Due scosse violentissime, magnitudo 7.2 e 7.5, a distanza di appena 39 secondi, hanno messo in ginocchio il Paese nella serata di mercoledì, provocando il crollo di centinaia di edifici. "La casa ci stava cadendo addosso, sembrava un film horror", ha raccontato all'ANSA una residente di Caracas scampata al crollo della propria abitazione.
Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 32 morti e oltre 700 feriti. Lo stato di La Guaira è il più colpito. "È una vera tragedia", ha dichiarato la presidente ad interim Delcy Rodríguez annunciando lo stato di emergenza nazionale. I soccorritori scavano tra le macerie del quartiere Los Palos Grandes, dove sono crollate diverse palazzine: finora estratte vive 18 persone. Tra gli edifici danneggiati anche la Scuola Navale e l'aeroporto internazionale Simón Bolívar, chiuso e parzialmente scoperchiato. In molte zone sono saltate luce, acqua e gas. Le comunicazioni telefoniche sono andate in tilt: si riesce a comunicare solo via WhatsApp, riferisce all'ANSA la giornalista locale Patricia Torres.
Da Roma, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso, secondo una nota di Palazzo Chigi, "la più sentita solidarietà e vicinanza" al popolo venezuelano, annunciando il coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per l'invio di aiuti umanitari. Il ministro Tajani, che ha parlato direttamente con Rodríguez, ha annunciato la richiesta all'Unione Europea di attivare il Meccanismo di Protezione Civile. L'ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, ha riferito a RaiNews24 che al momento non risultano vittime italiane, pur precisando che diversi connazionali hanno perso la casa. Lo stesso edificio dell'ambasciata ha subito danni.