Scossone politico in Democrazia Sovrana Popolare. Marco Rizzo ha annunciato con effetto immediato le dimissioni dall'incarico di coordinatore nazionale del partito, spiegando la sua decisione con un lungo messaggio pubblicato sui social.

L'ex segretario del Partito Comunista precisa di non voler abbandonare la battaglia politica, ma di voler proseguire il proprio percorso "senza ambiguità, compromessi e zavorre". "Non lascio il campo. Scelgo la coerenza", scrive Rizzo, sostenendo che un leader non possa restare legato a una sigla quando il progetto originario viene, a suo dire, "modificato e svuotato".

Nel suo intervento, Rizzo attacca apertamente alcune delle posizioni assunte all'interno di Democrazia Sovrana Popolare, affermando che non esistono più le condizioni per un percorso comune con chi avrebbe assunto posizioni "ambigue" su temi come globalizzazione, immigrazione, sicurezza e ruolo delle Forze dell'Ordine.

Il leader politico ribadisce la necessità di un controllo dell'immigrazione, sostenendo che le conseguenze dell'insicurezza ricadano soprattutto su lavoratori, anziani, donne e famiglie delle periferie. "Difendere i più deboli non è di destra. È giustizia sociale", afferma.

Non manca un duro attacco alle istituzioni sovranazionali e alle élite economiche. Per Rizzo il vero scontro politico è oggi "tra popolo ed élite, tra sovranità e globalizzazione, tra lavoro e speculazione", rilanciando la necessità di un'Italia "sovrana, libera, sicura e socialmente giusta", non subordinata "a Bruxelles, alla NATO e alla finanza internazionale".

Nel finale del messaggio arriva anche un chiaro segnale politico per il futuro. Rizzo annuncia di voler ripartire con chi condivide la sua linea, non per difendere una sigla o una poltrona, ma per costruire "una vera alternativa popolare e nazionale". E chiude con uno slogan destinato ad aprire una nuova fase della sua attività politica: "Serve l'Italia del Domani".

Resta ora da capire quale sarà la prossima mossa di Marco Rizzo. Tra le ipotesi che circolano negli ambienti politici c'è anche quella di un possibile dialogo con l'area sovranista guidata dal generale Roberto Vannacci. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma un'eventuale convergenza, pur destinata a far discutere, potrebbe nascere su temi come sovranità nazionale, critica all'Unione Europea, sicurezza e opposizione alla globalizzazione, aprendo un nuovo scenario nel panorama politico italiano.