Un bimbo di 3 anni è stato estratto vivo dalle macerie, ma il bilancio del terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno continua a crescere: i morti sono saliti a 1.943, i feriti a 10.571 e restano migliaia i dispersi. A La Guaira è stato allestito un obitorio a cielo aperto, mentre le brigate nazionali e internazionali proseguono le operazioni di ricerca e soccorso. Lo riporta RaiNews.
Le scosse di assestamento mostrano una tendenza al calo: dall'evento principale si sono registrati 689 eventi sismici, con 86 repliche il 28 giugno e 30 il 29. Le autorità avvertono però che il rischio non è ancora superato. Sono attivi 14 rifugi a La Guaira e altri 55 tra Caracas, Miranda e altri Stati.
Ospedali al limite, medici con un dollaro al mese
Il quadro più duro emerge dagli ospedali pubblici. A Caracas, all'ospedale Miguel Pérez Carreño, medici e infermieri affrontano l'emergenza con stipendi base inferiori a un dollaro al mese e strutture già carenti prima del sisma. I pazienti sono arrivati trasportati su porte e tavoli improvvisati per mancanza di ambulanze, e in molti casi sono state necessarie amputazioni. La risposta sanitaria dipende in larga misura dalle donazioni di volontari e organizzazioni umanitarie. Una sopravvissuta ha denunciato che "militari e polizia ci hanno rubato tutto".
Gli aiuti internazionali
La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha annunciato la partenza di un aereo militare con sette generatori elettrici e forniture umanitarie, a cui seguirà una nave della Marina. Nei 69 rifugi attivi sul territorio, migliaia di famiglie attendono di essere trasferite in strutture con assistenza medica e psicologica.