Ha riconosciuto il tentativo di truffa, ha chiamato il 112 e ha permesso l’arresto della presunta responsabile. È quanto accaduto a un 88enne, preso di mira con il noto raggiro del “finto carabiniere”. Un episodio che, secondo il Codacons, dimostra quanto conoscere in anticipo i meccanismi utilizzati dai truffatori possa essere decisivo.

L’associazione richiama l’attenzione soprattutto sulle persone anziane, considerate tra le più esposte ai raggiri, in particolare durante il periodo estivo, quando può capitare che trascorrano più tempo sole in casa.

Le tecniche utilizzate sono molteplici. I truffatori possono presentarsi come appartenenti alle Forze dell’ordine, tecnici di luce, acqua o gas, addetti di enti o aziende, oppure contattare la vittima fingendosi un figlio, un nipote o un altro familiare in difficoltà. I tentativi possono avvenire anche attraverso SMS, WhatsApp, telefonate ed e-mail, con l’obiettivo di ottenere denaro, gioielli, dati personali o credenziali bancarie.

Uno degli strumenti principali è la pressione psicologica. Il truffatore crea una situazione di emergenza, mette fretta alla vittima e può utilizzare informazioni personali già raccolte per risultare più credibile. Per questo, sottolinea il Codacons, la prima regola è interrompere il meccanismo dell’urgenza e verificare sempre quanto viene raccontato.

Tra le indicazioni diffuse dall’associazione c’è quella di non aprire la porta agli sconosciuti, anche quando mostrano divise o tesserini, e di non consegnare mai soldi o gioielli per presunte emergenze familiari. Se qualcuno riferisce che un parente è in difficoltà, è fondamentale contattarlo direttamente attraverso un numero già conosciuto.

Massima attenzione anche ai falsi tecnici: se non è stato richiesto alcun intervento o non è arrivata una comunicazione preventiva, è consigliabile non far entrare nessuno e contattare direttamente l’azienda attraverso i canali ufficiali.

Sul fronte digitale, il Codacons invita a non comunicare password, PIN, codici bancari o dati delle carte, a non cliccare impulsivamente sui link ricevuti e a diffidare dei messaggi che parlano di pagamenti sospetti, pacchi bloccati o problemi con il conto.

La regola generale resta una: davanti a una richiesta sospetta, fermarsi e chiedere consiglio a una persona di fiducia. In caso di dubbio è possibile rivolgersi immediatamente alle Forze dell’ordine chiamando il 112. Agire rapidamente e fornire tutti i dettagli disponibili può essere determinante per bloccare il raggiro e individuare i responsabili.