Le parole pronunciate da Donald Trump sull’Ucraina alimentano il dibattito politico anche in Italia. Dopo l’attacco del presidente americano a Volodymyr Zelensky, la Lega interviene chiedendo all’Unione europea di concentrare gli sforzi sulla ricerca di una soluzione negoziale al conflitto.
«Le parole del presidente americano Donald Trump suonano come un’ultima sveglia per i burocrati di Bruxelles», afferma il partito in una nota, nella quale sostiene che sia arrivato il momento di abbandonare quelle che definisce «scelte ideologiche e autolesioniste» per lavorare concretamente alla fine della guerra.
Secondo la Lega, l’obiettivo dovrebbe essere quello di arrivare a «una pace giusta e duratura», che tenga conto tanto degli interessi del popolo ucraino quanto di quelli dei cittadini europei e, in particolare, degli italiani.
Il partito richiama inoltre il tema dei rapporti energetici con Mosca, osservando che diversi Paesi europei e gli stessi Stati Uniti continuano ad acquistare prodotti energetici provenienti dalla Russia. Un elemento che, nella lettura della Lega, dovrebbe spingere Bruxelles ad aprire una riflessione più ampia sulla strategia seguita dall’Europa dall’inizio del conflitto.
«L’Europa torni a difendere i propri interessi e a essere protagonista della pace», prosegue la nota, nella quale il partito critica una linea che, a suo giudizio, rischia invece di alimentare ulteriormente lo scontro.
La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni con cui Trump ha accusato Zelensky di aver avuto più occasioni per porre fine alla guerra e gli ha chiesto di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe. Il presidente americano è arrivato inoltre a sostenere pubblicamente la necessità di una nuova leadership a Kiev.
La Lega utilizza dunque le parole di Trump per rilanciare una posizione già espressa più volte sul conflitto: maggiore spazio alla diplomazia e alla ricerca di un accordo, chiedendo contemporaneamente alle istituzioni europee di valutare anche le conseguenze economiche ed energetiche delle decisioni assunte nei confronti della Russia.