Il sistema immunitario può diventare un'arma contro il cancro. È il principio alla base della terapia CAR-T, una delle innovazioni più importanti nella cura di alcuni tumori del sangue.

A mostrare concretamente le possibilità di questa tecnologia sono tre immagini PET pubblicate sulla rivista scientifica Frontiers in Immunology. La sequenza documenta il caso di un paziente con un linfoma aggressivo: inizialmente numerose lesioni tumorali, poi la loro scomparsa dagli esami dopo la terapia e, infine, una successiva ricaduta.

Un risultato che racconta sia gli straordinari progressi della medicina sia la complessità della lotta contro il cancro.

Le immagini PET: il tumore scompare dopo il trattamento

Figura 1 – Esami PET/TC di un paziente con linfoma prima della terapia CAR-T (A), dopo la risposta metabolica completa (B) e alla successiva ricaduta (C). Fonte: Yi e collaboratori, Frontiers in Immunology, 2026.

Il caso riguarda un uomo di 60 anni affetto da linfoma diffuso a grandi cellule B, una forma aggressiva di tumore del sistema linfatico.

Prima del trattamento, l'esame PET mostrava un'estesa presenza di malattia, con numerose lesioni tumorali.

Dopo la somministrazione della terapia CAR-T, le lesioni precedentemente individuate non risultavano più rilevabili all'esame. I medici hanno definito questo risultato una risposta metabolica completa.

La terza immagine, tuttavia, mostra la successiva ricomparsa della malattia.

La sequenza dimostra come queste terapie possano ottenere regressioni molto importanti, anche nei casi complessi, senza però garantire necessariamente una guarigione definitiva.

Come funziona la terapia CAR-T

La CAR-T è una forma avanzata di immunoterapia che utilizza i linfociti T, cellule del sistema immunitario coinvolte nella difesa dell'organismo.

Il procedimento prevede il prelievo di queste cellule dal sangue del paziente. In laboratorio vengono geneticamente modificate affinché riconoscano specifiche proteine presenti sulle cellule tumorali.

Dopo essere state moltiplicate, vengono reinfuse nel paziente, dove possono individuare e attaccare le cellule cancerose che esprimono il bersaglio selezionato.

In pratica, la medicina modifica alcune difese immunitarie del paziente per renderle capaci di riconoscere meglio il tumore.

Perché le CAR-T rappresentano una svolta nella ricerca

Questa tecnologia ha aperto nuove possibilità terapeutiche per pazienti affetti da alcuni tumori del sangue, soprattutto quando la malattia non risponde ai trattamenti precedenti oppure si ripresenta.

In determinate condizioni, le CAR-T possono produrre remissioni complete e risposte durature.

Non tutti i pazienti, però, ottengono gli stessi risultati. L'efficacia dipende dal tipo di tumore, dalle caratteristiche della malattia e dalle condizioni individuali.

La revisione pubblicata su Frontiers in Immunology approfondisce proprio il ruolo delle immagini PET nella valutazione della malattia e nella previsione dei risultati delle terapie CAR-T.

Terapia CAR-T, già disponibile anche in Italia

Le CAR-T non rappresentano soltanto una prospettiva futura: sono già utilizzate in Italia in centri ospedalieri specializzati.

Nel 2019 l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità della prima terapia CAR-T per specifiche forme di leucemia e linfoma.

Nel febbraio 2026 l'AIFA ha inoltre annunciato la rimborsabilità di Carvykti, una terapia destinata a determinati pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario.

Le indicazioni restano limitate a specifiche patologie e condizioni cliniche. Per molti tumori solidi, invece, l'impiego delle CAR-T è ancora oggetto di sperimentazione.

Una terapia promettente, ma non senza rischi

Nonostante i risultati importanti, le CAR-T possono provocare effetti collaterali anche gravi, tra cui reazioni infiammatorie intense, complicazioni neurologiche, alterazioni delle cellule del sangue e infezioni.

Per questo vengono somministrate in strutture altamente specializzate, con un attento monitoraggio dei pazienti.

Anche quando gli esami mostrano una risposta metabolica completa, sono necessari controlli periodici: la scomparsa delle lesioni visibili alla PET non garantisce infatti che la malattia non possa ripresentarsi.

La vera conquista della ricerca è aver trasformato alcune cellule del sistema immunitario in uno strumento terapeutico capace di offrire nuove possibilità a pazienti che, fino a pochi anni fa, avevano alternative limitate.

L'articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere dei medici specialisti.