L'imprenditore di Ercolano condannato per lo schianto costato la vita ad Aniello Scarpati. Gravemente ferito il collega Ciro Cozzolino: ignorati i passeggeri che chiedevano di rallentare
Prima la corsa ad altissima velocità sotto l'effetto di alcol e cocaina, poi lo schianto contro una volante della polizia. Infine una sigaretta e la fuga, senza prestare soccorso. Tommaso Severino, imprenditore di Ercolano, è stato condannato in primo grado a dieci anni di reclusione per l'incidente che nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre 2025, a Torre del Greco, costò la vita all'assistente capo della Polizia di Stato Aniello Scarpati e provocò lesioni gravissime all'agente scelto Ciro Cozzolino.
La sentenza è stata pronunciata il 28 ottobre dal giudice del Tribunale di Torre Annunziata Maria Concetta Criscuolo, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Severino, reo confesso, era imputato di omicidio stradale aggravato dalla fuga, lesioni stradali e omissione di soccorso. Il pubblico ministero aveva chiesto complessivamente 13 anni e quattro mesi di reclusione.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avallata dalla sentenza, l'imprenditore aveva tenuto una condotta caratterizzata da un "livello di colpa elevatissima". Positivo alla cocaina e con un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti, aveva continuato a guidare a velocità altissima nonostante alcuni passeggeri lo avessero ripetutamente invitato a rallentare.
Dopo l'impatto Severino aveva acceso e fumato una sigaretta sul posto, prima di allontanarsi senza aiutare né i poliziotti né gli altri occupanti della propria auto, tra i quali tre ragazze minorenni.
Rintracciato e arrestato circa dodici ore dopo lo schianto, il 5 novembre 2025 era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Attualmente è sottoposto agli arresti domiciliari.