La Commissione europea è tornata a colpire un grande gruppo digitale, questa volta nel mirino c'è AliExpress, riferisce Il Sole 24 Ore. Bruxelles accusa la piattaforma cinese di non aver fatto abbastanza per impedire la vendita di prodotti illegali, insicuri e contraffatti, in violazione del Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme online obblighi rafforzati di sorveglianza sui contenuti e sui prodotti venduti. La sanzione ammonta a 550 milioni di euro.

Secondo la Commissione, AliExpress non avrebbe impiegato personale sufficiente per valutare la merce messa in vendita sulla piattaforma, non avrebbe verificato il rischio che il proprio sistema di promozioni contribuisse a diffondere prodotti illegali, e si sarebbe affidata a un unico indicatore quantitativo per ridurre la presenza di merce vietata, una misura giudicata insufficiente dagli uffici comunitari.

"La diffusione di abbigliamento contraffatto, giocattoli non sicuri, cosmetici pericolosi e altri prodotti illegali e nocivi non è un costo inevitabile degli acquisti online", ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, aggiungendo che si tratta di un inadempimento vero e proprio degli obblighi previsti dal Dsa e che le dimensioni dell'azienda non possono essere usate come giustificazione.

Il caso AliExpress si inserisce in una linea che la Commissione ha reso sempre più netta negli ultimi mesi. Bruxelles ha già preso posizione contro Google per abuso di posizione dominante e contro Meta, accusata di alimentare dipendenza attraverso Facebook e Instagram. Passo dopo passo, gli interventi ripetuti dell'esecutivo comunitario nel settore digitale stanno contribuendo a definire regole comuni per un ambito che fino a poco tempo fa restava in gran parte fuori dal controllo pubblico.

Ora la palla passa ad AliExpress, che ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d'azione correttivo. Da quel momento il Comitato europeo per i servizi digitali avrà un mese per esprimere un parere, e la Commissione un altro mese per adottare la decisione definitiva e fissare i tempi per l'attuazione. Se l'azienda non dovesse rispettare la decisione di non conformità, rischia l'applicazione di multe periodiche.